“Io, l’erede” di Eduardo De Filippo, al Pio Monte della Misericordia

Con la regia di Peppe Celentano in scena sabato 4 e domenica 5 febbraio

In un posto, al Pio Monte della Misericordia, che riflette le ombre della pittura di un genio assoluto: Michelangelo da Caravaggio, tra storia ed arte che grondano da ogni angolo o parete, va in scena un’opera unica che scava nell’animo umano: “Io, l’erede” di Eduardo De Filippo; è una ispezione profonda e spietata nel cuore di un nucleo familiare “che cosa significa fare del bene?” “perchè lo si fa?” . La scrittura di Eduardo non dà scampo… dà risposte puntuali e precise.

La regia di Peppe Celentano amplifica il mistero, esalta “l’incidente di percorso” che piomba in una famiglia all’apparenza di perfetti benefattori. Con una compagnia che da tempo lavora con Movimenti di Scena, vi proponiamo due repliche per scoprire questo testo affascinate ed informarvi su un museo eccezionale, unico, quando Napoli sorprende davvero.

In scena: sabato 4 (ore 20:00) e domenica 5 (ore 18:00) febbraio presso il museo Pio Monte della Misericordia via dei Tribunali 253 info e prenotazione (obbligatoria) al 081446944.

Note di regia – Al Pio Monte della Misericordia nel 2013 Movimenti di Scena ha debuttato con lo spettacolo “Gli Altri” una trasposizione teatrale del romanzo “Giro di vite” di Henry James a cui ha fatto seguito una serie di adattamenti di genere noir/giallo come “Trappola per topi, Dieci Piccoli indiani, Che fine ha fatto Baby Jane, Mrs e Mr. Barbablù” tutti molto apprezzati e seguiti da un pubblico estasiato anche dalla cornice della location del sontuoso e straordinario museo che ospite una delle opere più importanti del Caravaggio “Le sette opere della misericordia”. E forse proprio ispirandosi al tema del grande quadro di Michelangelo Merisi, la misericordia appunto, il Governo del Pio Monte, nella figura della Duchessa Paternò, ha chiesto alla nostra compagnia  di allestire “Io, l’erede” la commedia del nostro grande drammaturgo Eduardo De Filippo che racconta di beneficenza, l’accoglienza, impegno sociale verso chi soffre e ha bisogno di aiuto. Eduardo ci presenta una famiglia, quella dei Selciano, da sempre impegnata in opere di beneficenza e che non disdegna di sottolinearlo in ogni occasione accogliendo orfani e diseredati nella propria casa o portando conforto ed aiuto ai più bisognosi. Quando però un giorno Ludovico Ribera si presenta a casa Selciano dopo la morte del padre che per 37 anni ha vissuto godendo della beneficenza che la famiglia gli accordava, ed esige il posto del padre, ecco che la beata tranquillità dei padroni di casa viene messa in discussione. Il protagonista riesce a mettere alla berlina il valore della carità cristiana, dimostrando come questo rispettabilissimo “commercio della beneficenza” non celi altro che egoismo e ipocrisia.
 Peppe Celentano.

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