Prosegue la mostra “Storie di giocattoli. Dal Settecento a Barbie”, a San Domenico Maggiore

A corredo dell’iniziativa a partire dal 22 gennaio, un fitto calendario di attività rivolte a bambini ed adulti, attraverso eventi ludici e teatrali, favorirà l’approfondimento di temi speciali e visioni da questo autentico caleidoscopio di sorprese

Prosegue al Convento di San Domenico Maggiore la grande mostra “Storie di giocattoli. Dal Settecento a Barbie” che ha origine da gli oltre mille ‘piccoli capolavori’ del Museo del giocattolo di Napoli del Suor Orsola Benincasa, nato dalla passione collezionistica  e dalla competenza di Vincenzo Capuano. Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli il progetto espositivo ripercorre per aree tematiche e cronologiche il cammino dell’immaginario ludico dall’età dei lumi alla cultura del benessere del secondo 900: automi, dame, pulcinella, orsi, pupazzi, giocattoli di legno, teatrini, giochi da tavolo, giocattoli militari, spaziali, di latta, auto, giocattoli di fantasia, trenini.

Un percorso gioioso nella magia fuori del tempo della civiltà dei giocattoli, senza perdere di vista il contributo alla tolleranza, al superamento di ogni discriminazione di genere e di razza, che la pratica del gioco testimonia nel corso dei secoli e, ancora di più, può incentivare oggi.

LA MOSTRA

Bambole – Giocattolo femminile per eccellenza, la bambola attraversa il tempo e le età della vita come oggetto magico e idolo, creazione artistica, veicolo di moda e di eleganza, strumento ludico ed educativo. Un catalogo di rara qualità di pupe e automi ingegnosi, di oggetti e mobili d’arredo per case in miniatura, offre un panorama completo dell’evoluzione della bambola attraverso i secoli, dell’uso dei materiali, dei meccanismi, delle grandi e piccole marche di produzione in Italia e all’estero.

Due aree monotematiche sono dedicate, rispettivamente, alla grande fabbrica italiana Lenci e alla famosissima Barbara Millicent Roberts, Barbie.

Giocattoli di latta – Giostre, trenini, automobiline, trottole, giochi da spiaggia e di fantasia, un trionfo di forme e di colori delle fabbriche più accreditate in Italia e all’estero, a partire dalla fine dell’Ottocento, età d’oro del giocattolo: le automobili meravigliose di Carette, i clown di Günthermann e i piccoli automi di Ferdinand Martin, la ricchissima produzione di grandi ditte italiane, quali INGAP,Bell e Cardini, fino alla conquista dello spazio, tra robot e astronavi.

Pupazzi e Personaggi – Una porta verso un mondo incantato, popolato da orsetti di peluche e gnomi, da Pinocchi e Fortunelli, Signor Bonaventura e Topolino, Paperino e famiglia Disney al completo.

Di particolare rilievo è la collezione di Pinocchi antichi rarissimi e quella di orsetti della grande marca Steiff. Non manca, naturalmente, Pulcinella nelle sue varie rappresentazioni, da quella povera, enorme, del pezzente napoletano, agli antichi Punch inglesi, ai Polichinelles francesi. Una storia antica e ininterrotta, che arriva fino a noi attraverso la maschera amatissima di Totò.

Giocattoli di legno – Il più antico dei materiali è presente nella storia del giocattolo da protagonista. In legno è il giocattolo costruito ancora oggi artigianalmente dalle mani dei bambini edegli adulti nelle aree povere del mondo, in legno è la bambola del Settecento destinataalle famiglie nobili, che ha attraversato i secoli fino a noi. Un intero settore è dedicato al mondo magico degli antichi teatrini di burattini e marionette.

Giochi da tavolo – Progenitore del gioco elettronico contemporaneo, il gioco da tavolo è, da millenni, il luogo di scambio d’elezione tra fantasia e realtà. È il limite, ancora fisico e già virtuale, a partire dal quale il mondo reale cede la scena a universi simbolici e normativi variabili,dai più semplici ai più complessi. L’antico gioco del labirinto, attraverso il gioco dell’Oca,diventa Risiko o Monopoli. La lotta eterna tra bene e male è rappresentata dal bianco e dal nero degli scacchi e della dama.

L’intreccio profondo di magia, simbolismo e numerologia delle carte dei tarocchi è testimoniato nella collezione dalla raccolta di rarissimi e antichi mazzi dipinti a mano, emblema del gioco della vita, individuale e collettiva, sospesa per l’eternità tra scelta e destino.

Giocattoli militari – Una ricognizione emblematica nel segmento più controverso della storia del giocattolo – considerato da sempre un tema “di genere” maschile, malgrado la partecipazione crescente delle donne alle pratiche di guerra –, sospeso tra grandi valori universali, coraggio,amore per la patria, perizia militare, e la violenza, la sopraffazione che troppo spesso prendono il sopravvento: un quesito attualissimo sul limite di utilizzo e sul valore formativo dei giochi di guerra.

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