Sciopero scuola Cobas/Unicobas: l’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori aderisce

Massima condivisione dei temi alla base della proclamazione dello sciopero generale. Con l’associazione aderiranno docenti precari, abilitati e non

Più che legittime le richieste alla base della proclamazione dello sciopero e rilanciate da Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas, e Stefano d’Errico, segretario nazionale Unicobas”. Per tale motivo, il presidente dell’associazione nazionale dei docenti per i diritti dei lavoratori e la coordinatrice del gruppo dei docenti precari abilitati non inseriti in graduatoria ad esaurimento hanno deciso di aderire allo sciopero del 17 marzo indetto dai sindacati di base.

Abbiamo bisogno del contributo di tutti gli insegnanti precari italiani, abilitati e non, per far valere le nostre richieste ed impedire quindi un inutile concorso voluto dall’attuale governo e dalla neo ministra Valeria Fedeli”. I due portavoci di Unicobas e Cobas dichiarano che “il governo-fotocopia e la ministra Fedeli hanno varato 8 decreti attuativi della disastrosa legge 107 per chiudere definitivamente docenti, Ata e studenti nella gabbia della scuola-azienda. Fermiamoli!”

Il 17 marzo sarà sciopero generale della scuola per difendere l’istruzione pubblica. Facciamo appello agli altri sindacati che si oppongono alla 107 e alle deleghe affinché convochino anche essi lo sciopero per il 17 marzo. E’ stata ignorata ogni forma di dialogo con i protagonisti dell’istruzione pubblica e ogni revisione significativa della 107, al di là di caramellose promesse della ministra Fedeli di neo-concertazione con i Cinque sindacati “rappresentativi”. Seppure tra fumi di ambiguità le otto deleghe aggravano il già disastroso panorama della 107. Per il futuro reclutamento dei docenti non si riconoscono le abilitazioni già conseguite né il servizio prestato. Per i diversamente abili, si superano i limiti di studenti previsti dalla L. 517/78 (20 per classe) e si mira a ridurre il numero degli insegnanti di sostegno, introducendo corsi di “aggiornamento” improvvisati per tutti gli insegnanti, per delegare progressivamente tale attività all’intero personale docente. Come docenti ed Ata, con il contributo di studenti e cittadini che hanno a cuore la scuola pubblica, abbiamo non più di tre mesi di tempo per respingere queste deleghe e nel contempo far cancellare almeno i punti più disastrosi della 107. Per questo ci assumiamo la responsabilità di convocare per il 17 marzo lo sciopero generale della scuola, facendo appello a tutti i sindacati che si oppongono alla legge 107 e alle deleghe affinché convochino anche essi lo sciopero nella stessa data, per avere un ampio fronte unitario che faccia saltare anche i nuovi “giochi di ruolo” concertativi tra i sindacati “rappresentativi” e la ministra Fedeli, il cui massimo titolo, che ne ha determinato la scalata al MIUR, appare proprio il suo passato ruolo di segretaria generale della federazione dei Tessili CGIL. Stabiliremo nei prossimi giorni come manifesteremo nella giornata del 17 marzo”.

Con lo sciopero del 17 marzo, oltre al ritiro delle deleghe, vogliamo che:

1) la mobilità sia gestita con titolarità su scuola, eliminando gli incarichi triennali (anche non rinnovabili) decisi dal preside, e garantendo la continuità a tutti i docenti;

2) i fondi del sedicente “merito”, della Carta del docente e del Fondo di istituto siano destinati alla contrattazione nazionale per un aumento che, insieme a rilevanti fondi da stanziare per il contratto, garantisca a docenti e Ata il recupero almeno di quel 20% di salario perso nel più lungo blocco contrattuale della storia della Repubblica;

3) venga cancellato il “welfare contrattuale”, che destina parte degli aumenti a diritti sociali che devono essere garantiti dallo Stato;

4) siano assunti i precari – docenti ed ATA – con almeno 36 mesi di servizio su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto;

5) venga bloccata la manovra sulle “reti di scuole”, ampliato l’organico ATA, re-internalizzati i servizi di pulizia, eliminato il divieto di nominare supplenti per gli amministrativi e tecnici anche per periodi prolungati, e nominati i supplenti per i collaboratori scolastici anche per i primi 7 giorni, resa giustizia agli ATA ex-Enti locali;

6) sia ridata alle scuole superiori la libertà di istituire o meno l’ “alternanza scuola-lavoro” e di determinarne il numero di ore, cancellandone l’obbligo;

7) vengano eliminati i quiz Invalsi come strumento per valutare scuole, docenti e studenti;  sia restituito ai lavoratori/trici il diritto di partecipare ad assemblee indette da qualsiasi sindacato e applicato un sistema proporzionale di voto senza sbarramenti per l’accesso ai diritti sindacali, con un voto a livello di scuola e uno nazionale per determinare la rappresentatività dei sindacati ai due livelli.

Lascia un commento

due × quattro =