#VentiRighe – Sanremo, il tormentone canoro

A Carlo Conti asso pigliatutto degli show televisivi, la Rai riconosce la sommetta di 650mila euro

Sanremo: è molto vicino il pericolo di rigetto della kermesse canora nazionale causato dal tamburellante spot televisivo che la Rai impone ai suoi abbonati con la voce stentorea di Carlo Conti. Il conduttore, direttore artistico del festival e di Radio Rai, annuncia al mondo che “Tutti  cantano Sanremo”,  con il supporto di animali che sembra pronuncino la frase muovendo la bocca (immagini colte con astuzia mentre masticano il  cibo). Sono noti alcuni compensi dei cosiddetti ospiti.

Il comico Crozza metterà in tasca centomila euro (duecento milioni delle care e vecchie lire),  Mika, Ricky Martin e Tiziano Ferro cinquantamila. E Zucchero? Non si sa. Il solo gratis è di Maria De Filippi compensato dalla certificazione di indiscussa star televisiva con il trionfale ingresso sul palco dell’Ariston. Al Carlo Conti asso pigliatutto degli show televisivi, la Rai riconosce la sommetta di 650mila euro, 100mila più del 2016 (1 miliardo e trecento milioni in lire). Dell’Orto, direttore generale dell’azienda, placa i contestatori e afferma che la cifra è comprensiva di altre prestazioni dell’abbronzatissimo conduttore. Gli rivolgiamo una domanda, come definirla, generazionale. Era proprio obbligatorio rimettere in campo un ottantenne qual è Pippo Baudo (show della domenica di Rai1) e per il calcio il vegliardo Bruno Pizzul? Nessun giovane stipendiato Rai all’altezza del compito?

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