Varcaturo, centro di accoglienza: migrante chiude operatrice in una stanza. Lei: “Nessuna violenza”. Ma il caso innesca il botta e risposta tra Salvini e Saviano

La donna ha negato di essere stata violentata: “Ha fatto delle avance e ha cominciato a toccarsi. Non c’è stato nessun contatto fisico”

Napoli, 1 febbraio – Nell’Hotel le Chateau di Varcaturo, struttura usata per ospitare i migranti, un nigeriano di 25 anni ha chiuso in una stanza un’operatrice di 62 anni della struttura. Inizialmente si era diffusa la voce di una violenza sessuale, smentita però al quotidiano La Repubblica dalla signora. “Il ragazzo mi ha chiesto di alcuni suoi documenti, poi ha fatto delle avance, si è tirato giù i pantaloni e ha cominciato a toccarsi. Ma non c’è stato nessun contatto fisico. Certo, non è stato piacevole”. Il giovane nigeriano è stato tratto in arresto ed è accusato di sequestro di persona e violenza sessuale, anche se il rapporto non è stato consumato.

Il caso ha fatto scattare la polemica politica. Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, ha scritto su Facebook: “Un ‘bravo migrante’ africano, ospite (a spese nostre) di un centro di accoglienza per presunti profughi vicino a Napoli, ha sequestrato e violentato una operatrice della struttura che lo accoglie. È stato arrestato, ma non basta. Castrazione chimica e poi espulsione: questa deve essere la cura”.

Al post ha replicato lo scrittore Roberto Saviano: “Lei è un irresponsabile e io la disprezzo”. “Secondo i dati Istat 2015 sono 652mila le donne che hanno subito stupri e 746mila le vittime di tentati stupri – ha spiegato Saviano –. Che facciamo Matteo Salvini, castriamo un totale di 1 milione 398mila stupratori? E gli italiani che sono tra questi dopo averli castrati dove li mandiamo? Qual è in questo caso la cura? La prigione per lei è sufficiente? I processi li facciamo o pratichiamo direttamente la castrazione? Dobbiamo tornare alla legge del taglione? È questo che prevede la campagna di odio razziale che porta avanti da sempre insieme al suo partito? Lo sa che le donne maggiormente esposte a violenza fisica in Italia sono le straniere? E lo sa che sono in larghissima parte vittime di violentatori italiani? Ma come osa seminare odio in un momento storico tanto difficile? Oggi più che mai – ha concluso lo scrittore – mantenere tranquillità e sedare l’odio razziale è un dovere”.

“La nostra resterà sempre una città accogliente, ma tolleranza zero per chi commette reati”, ha affermato Antonio Poziello, sindaco di Giugliano in Campania. Poziello ha spiegato che “da circa un anno e mezzo non ci sono ulteriori arrivi, se non ad integrazione dei posti lasciati liberi”. Scelta questa dettata dall’esigenza di “poter portare a termine piani di integrazione”.

“Stigmatizziamo e condanniamo il comportamento del nostro connazionale, invitando però agli sciacalli di professione ad inquadrare i fatti per come si sono realmente svolti, addebitabili ad una sola persona e non ad una comunità”. Questo il commento sulla vicenda di Omeliko Mike, presidente della comunità nigeriana in Campania.

La comunità nigeriana fa sapere in una nota che “l’increscioso episodio, al vaglio dei magistrati, riguarda un connazionale che già in precedenza si è distinto per una particolare effervescenza psico-caratteriale, che è sfociato nell’atto inconsulto di introdursi nell’ufficio della stimata operatrice del centro di accoglienza e poi di denudarsi”.

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