Civati (Possibile) su D’Alema: “Listone di sinistra? Non è Risiko, come la pensa su reddito minimo, banche, diritti civili?”

Civati è scettico sulla possibilità di un listone anti renziano con D’Alema: “Tocca essere d’accordo su un progetto di governo”. Intanto sulla legge elettorale Bersani avverte: “Renzi non forzi, altrimenti finisce il Pd”. E Napolitano frena: “Si vada a scadenza naturale della legislatura”

“Un listone anti renziano di sinistra con Massimo D’Alema? Questo non è Risiko, come la pensa su reddito minimo, banche, diritti civili?”. Lo afferma al Fatto Quotidiano il leader del Movimento Possibile, Giuseppe Civati.

“D’Alema fa perdere voti? Non lo so – prosegue Civati –. Ma io io sto con Civati, con Possibile, con chi in Sinistra Italiana è più autonomo. Mi stupisce che tutti aspettino D’Alema. Certo, io non escludo che si faccia una lista unica di sinistra. Ma – ha aggiunto – tocca essere d’accordo su un progetto di governo. Su temi come fine vita e diritti civili. Se arriveranno poi Emiliano, D’Alema e altri bene. Se basta aggiungere D’Alema per arrivare al 10%, aggiungiamolo pure”, ha concluso sarcastico Civati.

Come D’Alema anche Bersani in queste ore ha fatto capire che ci potrebbe essere una scissione nel Partito Democratico se Renzi scegliesse di imporre la sua linea su legge elettorale ed elezioni anticipate. “Siamo passati in poche settimane da un sistema che era il record mondiale del maggioritario a un iper-proporzionale senza bussola, senza discutere”, ha spiegato Bersani all’Huffington Post. “Se si estende la legge elettorale della Camera al Senato si ha una legge che garantisce l’ingovernabilità. Rende necessario un accordo con Berlusconi e neanche basta”.

Per Bersani “vanno tolti i capilista bloccati che portano a una Camera formata per il 70 per cento di nominati. E considero una provocazione allargare al Senato questo scempio. Possiamo discutere o no? E per favore: evitiamo le volgarità dei discorsi sulle seggiole. Io, Speranza, altri abbiamo dimostrato che noi ai posti semmai rinunciamo, in nome delle battaglie sui principi. È offensivo dire che vuole posti chi sta dicendo che bisogna abolire l’aberrazione dei nominati”.

Osserva attentamente quello che accade nel Pd la galassia di personalità vicine a Sinistra Italiana. Qualora si andasse a elezioni anticipate non è da escludersi un listone con personalità come il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, a capo dei rispettivi movimenti (Dema e Campo progressista).

A frenare sulla possibilità di elezioni anticipate è l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha affermato: “Nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno”. “In Italia – sostiene – c’è stato un abuso del ricorso alle elezioni anticipate. Bisognerebbe andare a votare o alla scadenza naturale della legislatura o quando mancano le condizioni per continuare ad andare avanti. Per togliere le fiducia ad un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo – ha concluso – per il calcolo tattico di qualcuno…”.

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