Giovani e lavoro, Mattarella ai vescovi: “ridurre le distanze tra Nord e Sud”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio inviato ai vescovi delle Regioni del Sud scrive che “non ci sarà una vera ripresa, neppure nel resto del Paese, se dovesse aumentare ulteriormente il divario a discapito del Mezzogiorno”

Napoli, 8 febbraio – “Ridurre le distanze tra Nord e Sud, far crescere le occasioni di impiego per le nuove generazioni, costituisce una necessità vitale per la nostra Italia”. È quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato ai vescovi delle Regioni del Sud, riuniti alla Stazione Marittima di Napoli per una due giorni di dibattiti nella quale discutere e individuare proposte contro la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno.

“Non ci sarà una vera ripresa, neppure nel resto del Paese, se dovesse ulteriormente aumentare il divario a discapito del Mezzogiorno. Non ci sarà un rafforzamento della coesione e dunque un miglioramento della qualità della vita di tutti, se i giovani non saranno inseriti nel circuito della responsabilità, dei diritti, delle opportunità”, aggiunge il Capo dello Stato.

“Una società che non offre alle nuove generazioni sufficienti opportunità di lavoro dignitoso non può dirsi giusta”. Lo scrive Papa Francesco in un messaggio a firma del segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin. Il Papa auspica che le istituzioni si adoperino “per ricercare soluzioni alla piaga sempre più estesa della disoccupazione giovanile e del lavoro nero”.

Secondo il premier Paolo Gentiloni, che al convegno era stato invitato e che sarà rappresentato giovedì 9 dal ministro per la Coesione territoriale e per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, proprio dal Sud e dalla sua modernizzazione “può oggi venire una spinta fondamentale per la crescita della nostra economia”.

Se continua il trend attuale entro 2065 il Mezzogiorno avrà 4 milioni e 200mila abitanti in meno. Vanno via soprattutto i laureati, con evidente impoverimento del capitale umano complessivo. Per questo secondo il cardinale Crescenzio Sepe, bisogna “lavorare insieme per dare ai giovani un’iniezione di speranza ed evitare che cadano nella tentazione di sentirsi scartati, avviliti con una conseguente perdita di fiducia in se stessi”. Affermazione sulla quale si è detto d’accordo anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. “Il Mezzogiorno non è zavorra del Paese, anzi può far mettere le ali per un’Italia diversa, che punti anche di più sulla centralità della persona e non sul materialismo fine a se stesso”, ha detto il primo cittadino parlando con i giornalisti a margine del convegno.

Per il sindaco, come sta avvenendo oggi a Napoli, “i giovani possono essere i principali protagonisti del riscatto morale, civile, economico, culturale e possono essere promotori di un diverso modello di vita”. Certo, sostiene de Magistris, “i governi in questi anni per il Mezzogiorno hanno fatto poco, perché hanno pensato a un luogo dove costruire rapporti clientelari, in cui dare finanziamenti a pioggia che spesso venivano depredati da mala politica e mafie. Invece il Governo deve stare vicino agli amministratori che nel Sud lottano spesso contro le mafie e dimostrano che il Mezzogiorno è una ricchezza. Dei segnali in tal senso, con il ‘Patto per Napoli e Bagnoli’, si sono visti. Quello che invece fa male – ha concluso – è vedere ancora discriminazione nelle risorse tra aree del Mezzogiorno e aree del Centro-Nord”.

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