#VentiRighe – “Gli studenti? ‘zecche rosse’”

Che sfortuna: verba volant (e dovrebbero rimanere)

Dal Mattino di oggi 12 febbraio. Salvini, in un suo post sui disordini di Bologna: “Gli studenti? ‘zecche rosse’”. Eleonora De Majo, dema, arancione con De Magistris: “Te la diamo noi una lezione, bastardo. Ti aspettiamo l’undici Marzo”. Replica Salvini: “ Con queste belle parole la signorina Eleonora, consigliere (e non correttamente consigliera, ndr), che governa Napoli con il sindaco de Magistris (che tace) mi insulta e mi minaccia. Non mi fa paura, mi fa pena… Ci vediamo l’undici Marzo”. Fine dell’assalto? Standing ovation per la De Majo che che a sua volta coraggiosamente replicato: “Salvini non dovrebbe permettersi di dare lezioni sulla violenza verbale, visto che fino a poco fa non esitava a chiamare i napoletani colerosi”. Fine del round e grande curiosità per l’esito del duello dell’undici marzo, ma nel frattempo grande empatia con la Giovanna  d’Arco made in Naples e con le sue sciabolate verbali.

Telegramma

“Per favore, glielo dico, ma rimanga tra noi”. La raccomandazione, indirizzata a un giornalista, ottiene l’effetto opposto. Diventa un invito a spifferare l’indiscrezione urbi et orbi, com’è avvenuto. Il giornalista della confidenza ha immediatamente pubblicato la frase dell’assessore all’urbanistica Berdini del comune di Roma, defenestrato dalla giunta grillina. Diceva: “La Raggi e Romeo (l’uomo illegalmente super promosso e iper pagato dalla sindaca, ndr), erano amanti”. Chissà se questo rapporto clandestino sarà scoperto anche dai magistrati.

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