Inchiesta “listopoli” a Napoli, il consigliere Madonna (Pd) avrebbe riferito di aver ricevuto i nomi dal compagno della Valente

Il consigliere comunale Madonna nella giornata di ieri è stato sentito dai pm per tre ore e mezza sul caso dei candidati a loro insaputa nella lista Napoli Vale, a sostegno della candidata sindaco del centrosinistra, Valeria Valente, alle Elezioni comunali dello scorso giugno

Napoli, 14 febbraio – Il consigliere comunale del Partito Democratico, Salvatore Madonna, sarebbe stato convinto a effettuare le autenticazioni delle firme dei candidati da compagni di partito i quali lo avrebbero informato che anche altri consiglieri stavano collaborando impegnandosi in tale operazione. Lo avrebbe riferito lo stesso stesso Madonna che ieri è stato sentito dai pm per tre ore e mezza sul caso dei candidati a loro insaputa nella lista Napoli Vale, a sostegno della candidata sindaco del centrosinistra, Valeria Valente, alle Elezioni comunali dello scorso giugno (vai all’articolo).

Al magistrato Madonna avrebbe raccontato di aver autenticato le firme in assenza dei candidati e di averlo fatto con superficialità all’interno di un ambiente particolarmente affollato, com’era la sede del comitato elettorale della Valente. A consegnarli il verbale con i 13 nomi, secondo indiscrezioni, sarebbe stato Gennaro Mola, ex assessore Pd e compagno della Valente.

Alle accuse che gli sarebbero state mosse, Mola ha replicato: “Sono convocato dagli inquirenti a breve come persona informata sui fatti ed è a loro che riferirò tutto quello che so di questa incresciosa vicenda. Comprenderete che non posso fare alcuna dichiarazione su notizie di stampa, senza avere conoscenza di quello che il consigliere Madonna possa avere riferito in proposito. Posso però dichiarare che se le notizie di stampa rispondono a verità sono assolutamente non corrispondenti a quanto realmente accaduto.

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