Scuola, i docenti precari alla politica: rivediamo insieme il “transitorio” per valorizzare l’esperienza acquisita dai lavoratori

Il presidente dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori Pasquale Vespa rivolge un appello alla politica: “Ricuciamo lo strappo tra le Istituzioni ed i lavoratori precari della Scuola pubblica”

Napoli, 21 febbraio – “Dopo aver partecipato all’Audizione informale presso la VII Commissione Cultura della Camera sullo Schema di decreto legislativo n.377, rivolgiamo con forza e determinazione al Partito di Governo ed alle forze sane di questo Paese un appello al confronto che vada al di là dei sette-otto minuti che ci sono stati concessi in audizione. La soluzione al problema dei Lavoratori della conoscenza è puramente politica e non deve e non può continuare a passare per le aule dei Tribunali creando altre disparità tra chi ricorre e chi no, tra chi vince e chi perde a seconda del Tribunale cui si rivolge!”

“Abbiamo la ferma intenzione di ricostruire un dialogo con le Istituzioni per la Vera Buona Scuola che abbia come obiettivo la continuità didattica, tanto decantata e mai realizzata, e che valorizzi l’esperienza e la professionalità di migliaia di docenti precari che hanno consentito alla Scuola Pubblica di funzionare in questi anni”. Questo l’appello che l’ingegner Pasquale Vespa, presidente dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori, rivolge al Partito Democrattico in qualità di forza al Governo del Paese.

“Dopo l’incontro del 18 febbraio scorso a Napoli, in settimana sarò di nuovo ricevuto, questa volta a Roma, dal Ministro Valeria Fedeli. Ci andrò insieme all’Assessore all’Istruzione della Regione Campania, la professoressa Lucia Fortini che, da me contattata, ha sposato in pieno la causa dei lavoratori della Scuola, ma occorre il sostegno di tutti. Il sostegno di quel partito che ha compreso di aver sbagliato con la Buona Scuola e che ora ha forse l’ultima possibilità di rimediare al danno subito da centinaia di migliaia di lavoratori precari, prima dell’approvazione finale delle Deleghe. Vogliamo andare al voto, alla prossima scadenza elettorale, con la serenità di chi esprime il proprio parere nel merito della scelta della guida di questo paese. Vogliamo dare un giudizio sui programmi e sui Politici che avranno l’onere di portarlo avanti. Vogliamo avere quella serenità di giudizio che si può possedere solo se saremo svincolati dai ricatti che di sicuro arriveranno in campagna elettorale da questo o quel politicante, qualora questo appello cadesse nel vuoto”.

Auspichiamo un dialogo vero perchè questa sia una grande opportunità, non solo per i docenti precari, ma anche e soprattutto per la Politica, che possa riannodare quel filo interrotto da qualche anno a questa parte tra il Palazzo ed i cittadini. Nell’ottica di valorizzare il lavoro e le competenze acquisite da migliaia di precari in questi anni. Ai lavoratori di Terza Fascia d’Istituto, con pluriennale esperienza, deve essere riconosciuto un percorso che li porti ad essere abilitati prima, ed assunti in ruolo poi, insieme ai colleghi della Seconda Fascia. Privilegiando un solo parametro, l’esperienza acquisita. Occorre definire un transitorio che consenta a chi sta lavorando e non ha ancora raggiunto le tre annualità di servizio di potersi abilitare. Perchè la Vera Buona Scuola ha bisogno di tutti noi”.

Nessuno deve essere lasciato a casa, non sarebbe giusto. Parliamo di famiglie, di mutui da pagare e figli da accudire. Parliamo di una generazione non più giovane che vive di precariato da anni e che la Buona Scuola travolgerà se non metteremo un freno alla logica dei numeri, senza privilegiare quella delle persone. Persone ultra qualificate con master e corsi di specializzazione pagati di tasca propria con pesanti sacrifici familiari. Il transitorio, quello giusto, si deve ancora scrivere e non è certo quello contenuto nelle Deleghe proposte dal Governo. Non occorre stravolgere le regole in questa fase ma definire un percorso che sposi la domanda di lavoro nella Scuola Pubblica, la carenza endemica di docenti, con l’offerta di chi si è speso una vita intera, mosso da una grande passione, ovvero svolgere “il più bel lavoro del mondo” anche se in forma precaria. Quel lavoro che ha educato i vostri figli ed i vostri nipoti, tra mille difficoltà quotidiane. Noi ci siamo, e voi?”

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Il presidente dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori Pasquale Vespa rivolge infine un appello ai colleghi perchè partecipino in massa allo sciopero del 17 marzo prossimo.

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