“A Napoli c’è gente ca se pùzza ‘e fàmma”, ma il reddito minimo cittadino è rimasta una bella promessa

Le parole del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, al congresso fondativo di Sinistra Italiana a Rimini hanno fatto tornare alla mente la promessa fatta da de Magistris in campagna elettorale: l’istituzione del reddito minimo cittadino a Napoli

Napoli, 21 febbraio – Sarebbe dovuto partire dall’1 gennaio 2017, ma così non è stato: del reddito di cittadinanza a Napoli, o meglio del reddito minimo cittadino, si sono perse le tracce dopo che il sindaco Luigi de Magistris, in piena campagna per le Comunali, ne aveva promesso l’istituzione. Così se ne torna a parlare dopo che il primo cittadino, ospite al congresso fondativo di Sinistra Italiana tenutosi a Rimini domenica scorsa, dal palco ha affermato: “La proprietà privata si tutela se non è in contrasto con l’unità sociale. Non è possibile che nel mondo l’1% delle persone detenga tutta la ricchezza e poi a Napoli c’è gente ca se pùzza ‘e fàmma” (vai all’articolo).

Ma cos’è che finora ha impedito al Comune di erogare ai meno abbienti il reddito minimo cittadino? Le risorse, pari a 5 milioni di euro da inserire nel Bilancio 2017-2018, sembravano essere state trovate attraverso somme recuperate con la lotta all’evasione. Ma quando si parla di lotta all’evasione c’è sempre molta incertezza e probabilmente è questo il principale paletto che impedisce di dar seguito alla promessa fatta dal sindaco, oltre il fatto che il Comune purtroppo sia e resti per il momento un Ente in pre-dissesto, e per questo impossibilitato a portare avanti nel migliore dei modi politiche per le attività sociali.

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