Il futuro dell’automobile, è elettrico. Previsioni di vendita in aumento di circa il 10% nei prossimi 15 anni.

L’automobile elettrica comincia ad avere un approccio più razionale, da parte di produttori ed utenti finali, tanto che le previsioni di vendita stimano il raggiungimento di quote prossime al 25% del mercato internazionale, entro il 2020.

Durante l’ultima gara automobilistica “24 Ore di Le Mans”, al primo e secondo posto assoluto, si sono classificate due auto a propulsione ibrida le Audi R18 E-Tron, incalzate fin dai primi giri dalle Toyota TS030 Hbryd, che hanno poi abbandonato la gara per incidente.

L’avvenimento prova concretamente che il tipo di propulsione ibrida (motore elettrico + motore termico a scoppio), comincia a rappresentare una realtà sempre più importante nel panorama del mercato automobilistico.

Tutti i principali costruttori, stanno investendo somme significative, per lo sviluppo di questa tecnologia, lanciando sul mercato modelli sempre più sofisticati, che potremmo dividere in tre categorie: le auto completamente elettriche, quelle a propulsione ibrida e le auto ad autonomia estesa.

Le automobili “Full electric”, sono dotate di motore elettrico, alimentato al 100% da batterie ricaricabili, tramite una comune presa elettrica. Tuttavia, hanno lo svantaggio della scarsa autonomia, a causa della limitata quantità di energia immagazzinabile nell’accumulatore (Smart elettrica).

Quelle “Ibride”, sono dotate di motori elettrici che funzionano in parallelo con quello tradizionale a combustione e le batterie che alimentano il propulsore elettrico, vengono ricaricate tramite un sistema di recupero dell’energia cinetica o inerziale durante le frenate e le decelerazioni (Toyota Prius).

Le automobili ad “autonomia alternativa o estesa”, utilizzano un potente motore elettrico alimentato a batteria come propulsione principale, mentre il motore a combustione fa le veci di un generatore elettrico per la ricarica delle batterie durante la marcia e viene ultilizzato di supporto, solo quando è necessario. Inoltre tali autovetture, possono essere collegate alla rete elettrica per facilitare e velocizzare le operazioni di ricarica, tramite una comunissima presa domestica da 230 V. (Opel Ampera).

Per quanto riguarda le emissioni di CO2, le autovetture totalmente elettriche, si attestano su valori prossimi ai 60-80 grammi per chilometro, (l’energia elettrica utilizzata per ricaricare le batterie purtroppo, si produce ancora tramite centrali termoelettriche), sensibili miglioramenti si potranno avere, quando la produzione elettrica dipenderà maggiormente dalle fonti rinnovabili, mentre le automobili dotate di motori a scoppio di ultima generazione, producono circa 110-120 grammi di CO2 per chilometro.

Nel nostro Paese, il margine di crescita del mercato dell’auto elettrica è piuttosto ampio, con previsioni di vendita in aumento di circa il 10% nei prossimi 15 anni. La speranza è che nell’immediato futuro, l’aumento della richiesta, induca i produttori ad abbassare il costo delle automobili dotate di propulsione elettrica, in quanto attualmente il prezzo di listino è piuttosto elevato.

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