#VentiRighe – Tasse, onesti e furbi. L’altalena dell’evasione

Il gusto per le notizie che sfuggono ai più è fonte quotidiana di ispirazione per gli scriba, come li chiama il creativo Gianni Clerici, decano del giornalismo e specialista del tennis

Nota in poche righe (esercizio arduo in cui fu specialista Fortebraccio per l’Unità) di Repubblica sul caso eclatante di Galapagar, luogo di piccola dimensione nei dintorni di Madrid, abitato da trentamila cittadini. Lì il numero di contribuenti (2016) ha toccato l’incredibile tetto del più cinquantadue per cento. Inutile indagare sul perché di un’anomalia sicuramente mondiale. Nessuno lo sa. La moneta che rappresenta il fenomeno di questa cittadina, gettata in aria e ricaduta, mostra il retro. Eccolo: I deputati siciliani nutrono una forte e appassionata ostilità per il dovere di ogni italiano di pagare le tasse. Semplicemente non le pagano. Casi specifici? Su novanta consiglieri regionali (perché tanti?) settantasette morosi mancano all’appello dell’Agenzia delle Entrate.

Francantonio Genovese, ex sindaco deve al fisco 12 milioni e 680 mila euro. Poveretto! Ha chiesto e ottenuto di pagare quanto deve a rate, ma quelle di gennaio e febbraio le ha “sportivamente saltate”. Tra gli altri evasori si distinguono per entità del debito Raffaele Nicotra, Formichese, Giambattista Coltraro. Desta stupefatta curiosità Valeria Sodano. Ha un debito di settemila euro, cifra decisamente inferiore ai colleghi citati, ma ha comunque chiesto di rateizzare l’importo. Anche lei non onora le scadenze. L’aggravante? È nipote dell’ex presidente dell’Agenzia per le entrate.

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