Caso Termovalorizzatore di Salerno, la Cassazione assolve Vincenzo De Luca

L’attuale governatore della Regione Campania, secondo i magistrati della Suprema Corte, quando era sindaco di Salerno agì come commissario e quindi potè avvalersi delle deroghe alla legge

Roma, 22 febbraio – I giudici della Cassazione hanno respinto il ricorso proposto dalla Procura di Salerno contro la sentenza di assoluzione della Corte d’Appello dell’attuale presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

L’inchiesta riguardava la nomina di un project manager nell’ambito di un progetto per la costruzione del termovalorizzatore di Salerno. De Luca, che era accusato di abuso d’ufficio e peculato, in primo grado era stato condannato a un anno per abuso d’ufficio. Condanna questa che aveva determinato nei suoi confronti la sospensione dell’incarico da presidente della Giunta regionale ai sensi della legge Severino. Successivamente, nel processo d’appello, De Luca era stato assolto insieme ad altri due imputati: il dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Salerno, Domenico Barletta, e il capo staff di De Luca all’epoca dei fatti quando era sindaco di Salerno, Alberto di Lorenzo.

Con questa pronuncia i giudici della Cassazione hanno messo fine al processo, confermando l’assoluzione di De Luca. Scrivono i giudici nelle loro motivazioni: “Deve sottolinearsi il quadro complessivo entro cui i fatti contestati si sono svolti, cioè, un contesto, la Campania, dove era stato decretato lo stato di emergenza dei rifiuti. In questa situazione De Luca ha agito utilizzando i poteri di commissario delegato e in tale funzione ha provveduto alla riorganizzazione del settore, dovendo garantire ogni forma di tutela agli interessi ella popolazione, raggiungendo il risultato per cui, l’incarico gli era stato affidato: provvedere alla localizzazione, progettazione realizzazione dell’impianto di termo-distruzione, nonché degli impianti connessi al ciclo integrato dei rifiuti, alla raccolta differenziata nel Comune di Salerno. In questa veste De Luca si poteva avvalere delle deroghe”.

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