Scuola, incontro al MIUR con la Ministra Fedeli: “stiamo lavorando ad una nuova fase transitoria”. Vespa: “soddisfatti per l’importante possibilità di dialogo, attendiamo i dettagli”

Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori: occorre soluzione politica, ci sono “oltre centomila docenti impegnati ad insegnare, inseriti in gae, seconda e terza fascia d’Istituto che ancora non vedono la luce della stabilizzazione”

Roma – “È stato un confronto costruttivo. Ringrazio pubblicamente la Ministra Valeria Fedeli per l’occasione di dialogo, l’Assessora regionale Lucia Fortini e l’Onorevole Camilla Sgambato per avermi accompagnato in questo difficile ruolo di portavoce di un’intera categoria di Lavoratori precari. Le nostre ragioni sono state perfettamente condivise anche dalla dirigente Miur la dottoressa Bono che accompagnava il Ministro”. Con queste parole il professor Pasquale Vespa, presidente dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori, ha commentato l’incontro con la Ministra della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli, tenutosi ieri, 24 febbraio al Miur in viale Trastevere a Roma.

La fitta agenda della Ministra è cominciata di primo mattino con le tematiche portate all’attenzione del Miur dal professor Vespa che aveva già incontrato Fedeli a Napoli sabato 18 febbraio. E si è partiti con il tema che l’Associazione sta portando avanti dalla sua costituzione: “la soluzione alle disparità introdotte con la Buona Scuola vanno sanate con una soluzione politica che metta anche freno alle disparità di trattamento di chi ricorre presso il Tribunale ‘giusto’ e chi non lo fa”. “E questa soluzione – ha continuato il professor Vespa – deve partire da un concetto chiave: occorre valorizzare l’esperienza acquisita in tanti anni, da quei Lavoratori precari che continuano a sopperire alle mancanze organizzative dell’Amministrazione pubblica con la passione, la dedizione e la competenza con l’impiego da parte dello Stato. Oltre centomila docenti impegnati ad insegnare, inseriti in gae, seconda e terza fascia d’Istituto che ancora non vedono la luce della stabilizzazione“. “Basterebbe fotografare gli ultimi tre anni scolastici – ha aggiunto Vespa -, due dei quali pesantemente condizionati dalla Buona Scuola, per capire dove e come intervenire per sanare una situazione che pesa sulla vita scolastica ed il rendimento dei ragazzi, che non hanno avuto garantita la continuità didattica dalla Legge 107/15, oltre che condizionare pesantemente la vita di tantissimi lavoratori precari, che servono alla Scuola pubblica, ma che la Buona Scuola non ha saputo tenere nella giusta considerazione”.

“E cosa dire dell’anomalia tutta italiana per la quale esistono docenti idonei all’insegnamento ma non abilitati che esercitano una professione regolamentata per la quale è prevista dal nostro ordinamento giuridico l’obbligo del possesso dell’abilitazione? Occorre dare immediata risposta a chi – come previsto dalla normativa europea 36/2005 – è gia di fatto abilitato e dare una risposta a chi nel frattempo ha accumulato 360 giorni di servizio. Del resto la Scuola ha bisogno di docenti, li sta attualmente ‘usando’, che lo Stato dia una risposta a questi lavoratori”.

“E quindi se risulta essere ‘forte’ la proposta di abilitare d’ufficio i precari di terza fascia, – proposta, lo ricordiamo, presentata dall’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori in Commissione Cultura, durante le Audizioni del 6 febbraio scorso sulle Deleghe per la formazione e reclutamento del personale scolastico, che allora si definisca un Corso-Concorso abilitante per titoli e servizio, a costi contenuti e svolti nelle scuole con l’affidamento del candidato ad un docente-tutor. Anche se poi però, non si capisce perchè, se ai docenti di ruolo si pensa di garantire il passaggio da una classe di concorso ad una affine, consentendo loro di abilitarsi senza barriere all’ingresso, per rispondere all’endemica carenza di personale perchè non si agisce per aprire le porte ai tanti precari non abilitati che in questi anni hanno lavorato dietro ad una cattedra”.

E’ da dire che l’analisi e le osservazioni portate al tavolo dal presidente Pasquale Vespa hanno trovato ampia condivisione da parte della dottoressa Bono, dirigente del Miur, presente all’incontro.

La Ministra Fedeli, nel commentare come la difficile situazione che vive la Scuola pubblica italiana sia dovuta ad una stratificazione di soluzioni parziali introdotte negli anni dai vari governi che si sono succeduti, condividendo le osservazioni fatte al tavolo, ha annunciato la definizione di una fase transitoria cui il Miur sta lavorando proprio in questi giorni, per dare una risposta ai temi portati all’incontro. “Siete tanti e lo Stato potrà dare una risposta in più anni”. Ed ha aggiunto “Sarà una soluzione che andrà incontro alle criticità sollevate ed allo stesso tempo giuridicamente inattaccabile”, per porre fine anche alla pratica ormai consolidata, per la quale, fatta una legge, si ricorre in Tribunale per attaccarla.

“Siamo soddisfatti per l’importante possibilità di dialogo avuta direttamente con la Ministra – è stato in conclusione il commento del presidente Vespa dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori -. Ovviamente si attendono i dettagli. Intanto ricordiamoci che il 17 marzo è stato indetto dalle sigle sindacali di base uno sciopero della categoria e vi aspettiamo tutti in piazza a Roma. Poiché i prossimi giorni saranno delicatissimi vi invito a fare gruppo e unirvi a noi dell’Associazione Nazionale #Docenti per i #Diritti dei #Lavoratori email: Associazione.DDL@gmail.com“.

“Infine – commenta il professor Vespa – un forte ringraziamento va alla Regione Campania, ed in particolare all’Assessore all’Istruzione Lucia Fortini, alla quale abbiamo portato le istanze dell’Associazione e le ha fatte proprie, coinvolgendo anche il presidente Vincenzo De Luca“.

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