Inchiesta appalti Consip, Caldoro tra gli indagati. M5s: “Ci appelliamo al suo buon senso, venga in Consiglio a spiegare”

L’ex governatore della Campania, Stefano Caldoro, è indagato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Consip

Napoli, 1 marzo – Tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Consip, che ha portato all’arresto dell’imprenditore napoletano Alfredo Romeo (vai all’articolo), c’è anche l’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. A Caldoro, in concorso con Natale Lo Castro, direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera Federico II di Napoli, i magistrati contestano di essersi fatto promettere e dare da Romeo e dall’ex parlamentare di An, Italo Bocchino, un finanziamento (dieci borse di studio) destinato a un centro studi che lo stesso Caldoro avrebbe avuto intenzione di fondare. Nei confronti di quest’ultimo i magistrati ipotizzano il reato di tentata corruzione.

Nel frattempo incalza la polemica politica. Il M5s si è appellato al buon senso di Caldoro, chiedendo che quest’ultimo “chiarisca in Consiglio il suo ruolo in questa vicenda”. “I magistrati ipotizzano per Caldoro la tentata corruzione in concorso – ha sottolineato la capogruppo in Consiglio regionale, Valeria Ciarambino – un reato molto grave per chi svolge funzioni pubbliche. Ci auguriamo che riesca a chiarire la sua posizione, allo stesso modo chiediamo ai magistrati di andare fino in fondo in un’inchiesta che sta svelando un’autentica trama delinquenziale”.

Per Ciarambino “il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica presente in Consiglio regionale che ha le mani pulite” perché “ormai nell’aula consiliare sono rappresentati quasi tutti i reati del codice penale compreso quello del voto di scambio politico-mafioso”. Frase che ha provocato la reazione piccata dei Verdi, che hanno invitato gli esponenti 5 Stelle a “non autocelebrarsi e dare lezioni di moralità, definendosi come l’unica forza politica con le mani pulite perché i Verdi, di certo, non hanno le mani sporche, né in Consiglio regionale e tanto meno nelle altre istituzioni in cui sono rappresentati”. Questo, pur condividendo “la richiesta dei Cinque Stelle a Caldoro di chiarire in Aula la sua posizione” e “auspicando una rapida conclusione delle indagini, con la piena fiducia nel lavoro dei magistrati”.

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