#VentiRighe – Il made in Italy? Vola all’estero

Esodo di pezzi pregiati del made in Italy, il prosciutto San Daniele venduto ai francesi

E’ la solita storia. Imprenditori big dell’italian food valutano più comodo e conveniente liberarsi delle loro aziende, intascare cifre milionarie e godersi la vita  ai Caraibi, magari comprando un atollo da favola.  L’elenco di imprese del settore finite in mani di rapaci multinazionali americane, cinesi e soprattutto francesi,  si allunga sempre più e priva il nostro Paese di un’eccellenza remunerativa e di gran ritorno di immagine.

Il risultato? Finiscono in mani straniere pastifici, industrie conserviere, di prodotti dolciari, agroalimentari, catene di supermercati, produttori di olio e vini. Al danno si coniuga la beffa di una blanda, insufficiente protezione del made in Italy e furbi di ogni razza spacciano per italiani formaggi, latte, carne.

L’ultimo esodo è di un superprodotto doc, il prosciutto San Daniele, quello che le massaie pretendono dal salumiere di fiducia. Da oggi in poi sarà in maggioranza targato Francia, accaparratrice principale dei nostri marchi più pregiati. L’acquisto delle quote di maggioranza del prosciuttificio italiano è stato concluso dal gruppo CA Animation che include le società Lost Tradi France e Jean Larnaudie. Nel caso del San Daniele, la proprietà italiana, ora in minoranza, continuerà a gestire l’azienda, presente in 22 paesi del mondo, ma ancora per quanto tempo?  Il sospetto è che acquisite le conoscenze dell’impresa gli acquirenti la “francesizzino” totalmente.

Il commento all’operazione: “Dall’Ava (del San Daniele) diventerà un’importante piattaforma del gruppo CA Animation per il suo sviluppo in Italia, ma anche come base negli Usa dove non è ancora presente”. Il teorema dell’esproprio sarà così compiutamente dimostrato.

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