Dopo la sfiducia Valente si dimette da capogruppo Pd in Consiglio comunale

Le dimissioni della Valente sono arrivate dopo il documento di sfiducia inviato dai consiglieri comunali Pd alla segreteria del Partito Democratico di Napoli

Napoli, 7 marzo – “Come avevo detto più volte in queste settimane di fronte alla richiesta che mi è stata formalizzata stamattina dai componenti del gruppo consiliare e anticipata dalle dichiarazioni del segretario regionale della Campania rese nel corso dell’assemblea pubblica di venerdì scorso, non posso che lasciare il ruolo da capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Napoli”. Lo ha dichiarato la deputata e consigliera comunale del Pd a Napoli, Valeria Valente, annunciando le sue dimissioni da capogruppo in Consiglio comunale.

Le dimissioni dalla carica interna al partito erano state chieste dai consiglieri Pd Aniello Esposito, Federico Arienzo e Alessia Quaglietta con un documento inviato alla segreteria del Partito Democratico di Napoli e, per conoscenza, alla segreteria regionale (vai all’articolo). Le motivazioni della sfiducia sono da ricercarsi, almeno ufficialmente, nell’inchiesta della Procura di Napoli sui candidati a loro insaputa inseriti nella lista Napoli Vale alle ultime Elezioni Comunali di Napoli (vai all’articolo).

“Fin dai giorni successivi all’apertura dell’inchiesta sui candidati a loro insaputa, inchiesta in cui non sono indagata, e rispetto alla quale continuo con fermezza a ribadire la mia totale e assoluta estraneità – ha proseguito la Valente –, avrei potuto continuare a mantenere la carica di capogruppo soltanto in presenza di una fiducia piena da parte del gruppo. Venuta meno questa fiducia, viene meno anche la mia funzione in Consiglio comunale di capogruppo del Pd”.

“Per me, inutile negarlo, è un momento di grande amarezza. Soprattutto per l’uso strumentale che viene fatto dell’intera vicenda. Pago – ha spiegato – l’aver avuto il coraggio di sfidare, con la scelta di candidarmi a sindaco, personalità importanti e i loro sistemi di potere. L’ambizione di aver provato e creduto che fosse possibile costruire un profilo di opposizione non succube alle logiche del consenso personale dei singoli, ma che tornasse ad avere la voglia di parlare a pezzi di opinione pubblica in ragione di battaglie chiare e visibili, il non essermi fermata anche quando mi veniva chiesto, l’avere scelto a volte di andare avanti da sola senza fare sconti a nessuno, senza paura, forte di una vita specchiata, del mio rigore e della mia assoluta onestà, senza avere nessun potere forte alle spalle”.

“Mi auguro che anche nella vicenda dei candidati inconsapevoli si possa fare al più presto piena luce in nome delle persone finite in lista senza che ci dovessero essere, in nome di quelle persone oneste e perbene che hanno collaborato alla mia campagna elettorale, ma anche in mio nome, che da questa vicenda ho avuto soltanto danni, durante e dopo la campagna elettorale. Si può perdere una battaglia – ha concluso – ma il risultato finale è ancora da scrivere e io non mi rassegno e non mi piego a logiche e sistemi sbagliati”.

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