Pillole di calcio. La semifinale secondo Del Piero.

RICORDI. “La semifinale di Dortmund del 2006 è il ricordo della nostra più bella partita al mondiale tedesco, una serata incredibile.Tutti ci parlavano dell’indimenticabile 4-3 del 1970, ma noi quella sfida non l’avevamo mica vissuta. E poi, naturalmente, la finale del 1982. Averne realizzata una simile, per la storia del calcio azzurro, ha rappresentato qualcosa di pazzesco. In casa loro, poi…” (Alessandro Del Piero).

FOTOGRAMMI. “Gli ultimi minuti di quella partita sono fotogrammi impressi nella mia memoria. Ricordo che dopo il mio gol cercai mia moglie sugli spalti con lo sguardo. Ho rivisto in televisione tante volte quelle immagini. Si vede Sonia che piange di gioia e subito dopo una bambina tedesca in lacrime perchè ha perso. La finalissima contro la Francia fu l’emozione più grande perchè sollevammo il trofeo, ma la partita contro i tedeschi fu la migliore” (Alessandro Del Piero).

POSSIBILITA’. “E’ vero che oggi la Germania è più forte, più rodata e anche più fresca. Ma l’Italia può batterla perchè ha dimostrato di essere sempre più solida partita dopo partita. E perchè sa sfruttare le occasioni giuste” (Alessandro Del Piero).

LEADER. “Pirlo oggi è a livelli eccezionali e può essere certamente considerato il leader della nostra squadra. Ma aggiungerei anche che si è mantenuto a quei livelli eccezionali anche per tutto il corso del campionato nella Juventus” (Alessandro Del Piero).

BLOCCO JUVE. “Io seguo sempre con grande affetto gli juventini che giocano in nazionale. E poi, oltretutto, sono miei compagni di squadra fino al 30 giugno. Non posso dire chi mi ha colpito di più oltre a Pirlo e a Buffon perchè stanno giocando tutti benissimo” (Alessandro Del Piero).

GERMANIA. “Io credo che i tedeschi siano un pò come gli azzurri: sono compatti e hanno ottime individualità. Non so chi temere di più, ma dovendo proprio scegliere, io farei il nome di Ozil, Muller e Gomez” (Alessandro Del Piero).

EUROPEO. “Questo Europeo mi piace proprio molto, anche perchè sono arrivate in fondo squadre che puntano sul gioco. Sono squadre robuste, ma non sono mai squadre distruttive. E questo fattore, come calciatore, mi ha messo sempre più addosso voglia di giocare” (Alessandro Del Piero).

1982. “Guardammo la finale del Bernabeu in una specie di capannone da lavoro dei nostri vicini di casa: portammo le sedie e il televisore più grande che avevamo. Fu bellissimo. Io avrei compiuto otto anni a novembre” (Alessandro Del Piero).

AUGRI. “Voglio solo dire ai miei compagni in bocca al lupo. Sono un atleta, conosco le scaramanzie e quindi so bene che non si deve aggiungere altro. In bocca al lupo, tutto qui” (Alessandro Del Piero).

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