Tre a zero al Crotone e sorpasso temporaneo della Roma

Un sontuoso Insigne, mente e cuore napoletano in azzurro

Le barricate, se sostenute da modestia tecnico-tattica hanno il destino segnato e il Crotone, manipolo di volenterosi artigiani del pallone, affidati a un tecnico emulo di altra statura del catenacciaro Herrera, non va oltre la simpatia per sconsolato posto in coda alla classifica della serie A, il penultimo, che lo rispedirà nella categoria inferiore. Nicola, supponendo di mettere il bavaglio all’attacco delle meraviglie di Sarri, dedica speciale attenzione ad Hamsik, propulsore del gioco degli azzurri e per un tempo s’illude di cavarsela, di portare a casa uno striminzito pari, uno zero a zero che sarebbe oro colato per la cronica precarietà del Crotone. Il Napoli non ha fretta e per quarantacinque minuti tesse la ragnatela di tocchi ravvicinati alla Guardiola, in attesa dell’affondo che non può tardare.

Un sontuoso Insigne, mente e cuore napoletano in azzurro, scompagina il progetto ultra difensivista di Nicola al minuto trentadue. Finta e controfinta, dribling irresistibile su Sampirisi che lo stende. Mariani non ha dubbi, rigore e il tiro dal dischetto di Lorenzo è impeccabile, nono gol in campionato, sessantunesimo del Napoli, prolifica macchina bellica. Un paio di opportunità per raddoppiare sono firmate senza esito da Rog e Callejon. Sarri, sul quadernetto degli appunti, deve aver annotato che almeno per questa stagione le alternative al tridente d’attacco dei tre “piccoli” non c’è.

Si acquieti pure il brontolone De Laurentiis che preme per l’impiego di Pavoletti, praticamente imposto a Sarri. Il collaudato modulo Callejon, Mertens, Insigne è insostituibile, si muove con l’efficacia e la precisione di un orologio svizzero e rigetta ogni tentativo di alternative. Pur raggomitolato in metà campo, il Crotone dà segni di cedimento strutturale e non può che soccombere. Nella ripresa, arcieri di frecce avvelenate, letali sono il solito Mertens che rileva Pavoletti e il geniale scugnizzo
napoletano.

Il belga è infallibile esecutore dagli undici metri (rigore conquistato da Hamsik, sgambettato in area da Dessenne), Insigne dice ciao alla difesa calabrese e riceve un assist perfetto di Jorginho. Di gran classe l’esecuzione e gol numero 63 degli azzurri, decimo per il napoletano, con un affettuoso arrivederci agli amici calabresi perché tornino tra le grandi, magari con un organico più competitivo. In margine a un match facile, facile, per gli azzurri, la chicca dell’ironico striscione esposto dai tifosi dopo la realizzazione di Insigne dagli undici metri: “Rigore per la Juve”. La leggerezza dei napoletani è una lezione di simpatia e di superiorità.

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