Scontri a Napoli, de Magistris: “Valutiamo di costituirci parte civile. Questa storia la stavano già scrivendo prima dei titoli di queste ore”

Il sindaco si è chiesto perché il Governo ha voluto “incaponirsi nel scegliere la Mostra d’Oltremare” come luogo della manifestazione leghista e perché “si sia voluto far prevalere un capriccio di Salvini”. De Magistris ha anche spiegato che gli organizzatori di Droni in Mostra, evento fieristico sul mondo dei droni, hanno fatto causa alla Mostra d’Oltremare

Napoli, 13 marzo – Il Comune di Napoli potrebbe costituirsi parte civile per gli scontri avvenuti sabato scorso in città nel quartiere Fuorigrotta. Lo ha annunciato il sindaco Luigi de Magistris, parlando con i cronisti a margine di un incontro a Palazzo San Giacomo. “Dobbiamo vedere la ricostruzione dei fatti”, ha affermato. “Napoli è parte lesa, sia chiaro come è chiaro che la nostra è stata una contestazione di tipo politico”.

“Siccome la storia del ‘900 e quella di adesso – ha proseguito il sindaco – insegna che la politica non deve sottovalutare né sopravvalutare i fascismi, e a nostro avviso le politiche di Matteo Salvini sono improntate da una forte connotazione razzista, xenofoba, violenta, di odio e di respingimento, abbiamo deciso di contrastarlo politicamente. Se vai dalle persone che ha sempre considerato la feccia dell’umanità, devi aspettarti dall’amministrazione delle Quattro Giornate una contestazione di tipo politico”.

Il primo cittadino ha fatto una ricostruzione del giorno degli scontri, ma soprattutto dei giorni e delle ore precedenti. “Nel primo comitato per l’ordine e la sicurezza dissi subito che Salvini poteva venire a Napoli” ma abbiamo anche detto “non possiamo consentire che un luogo nella disponibilità del Comune venga dato a chi impronta la propria politica all’odio nei confronti dei Sud del mondo. Lo faremo anche in altri contesti, ad esempio nei confronti di collusi”.

Il sindaco si è chiesto perché il Governo ha voluto “incaponirsi nel scegliere la Mostra d’Oltremare” come luogo della manifestazione leghista e perché “si è voluto far prevalere un capriccio di Salvini”. “I vertici della Mostra hanno detto che non c’erano più le condizioni tecniche per ospitare Salvini, perché altre manifestazioni non si riuscivano più a tenere, tanto che gli organizzatori di Droni in Mostra hanno fatto causa alla Mostra d’Oltremare, quindi secondo gli organizzatori oltre al danno e alla beffa dovremo anche pagare i danni”.

“Napoli – ha affermato ancora de Magistris – non è solo la Mostra d’Oltremare. Con il comunicato della rescissione del contratto con Salvini i vertici della Mostra d’Oltremare erano riusciti ad abbassare molto la tensione sociale. Si è evitato un intervento armato militare che avrebbe portato allo sgombero all’interno della Mostra. Gli occupanti avevano lasciato il luogo ed era stata individuata un’alternativa. I manifestanti inoltre avevano evidenziato l’opportunità di rinviare la manifestazione per questioni di ordine pubblico. Lo Stato si è sentito in difficoltà nel non far fare la manifestazione a Salvini per questi motivi. Il ministro dell’interno ha ordinato al prefetto di requisire la Mostra d’Oltremare e forse è la prima volta che accade un fatto simile nel nostro Paese”.

Il sindaco, alla luce di quanto successo, si sentiva sarebbero successi degli scontri a Fuorigrotta. “Mi era evidente che c’era qualcuno che stava costruendo il colpevole, anche se i sindaci in Italia non sono responsabili dell’ordine pubblico. Già una decina di giorni prima – ha aggiunto – qualcuno stava lavorando per scrivere i titoli che abbiamo visto in queste ore”.

Il sindaco ha spiegato perché ha scelto di non scendere in piazza sabato. “Ho ritenuto di non partecipare alla bella manifestazione pacifica che si è vista in città, sapevo perfettamente che era il sindaco l’oggetto mediatico della manifestazione. Sono scese in strada 10mila persone, è stato un corteo pacifico e festoso, peccato che in pochi lo abbiano raccontato. Poi alla fine ci sono stati scontri, come ci sono stati anche da altre parti. Ne prendiamo assolutamente le distanze – ha sottolineato –, quindi trovo surreale che qualcuno ancora oggi dica che abbiamo avuto tentennamenti sul fatto della violenza, tutt’altro perché la mediazione che abbiamo messo in campo è stata enorme. Fino alla fine abbiamo indicato strade alternative con cui tentare di ridurre al minino il nascere di scontri. Su 10mila persone forse i protagonisti degli scontri non sono più di 100, per questo spiace che venga fuori l’immagine di una città in cui non si possa manifestare o di una città in cui ci sia una responsabilità del sindaco. Tornando indietro – ha concluso – rifaremmo tutto quello che abbiamo fatto. Abbiamo cercato fino alla fine di evitare che ci potesse essere una degenerazione, visto il livello di tensione che si era creato e non certo per colpa nostra”.

Matteo Salvini, intanto, continua a provocare. “Pronto a un confronto pubblico con il sindaco de Magistris per parlare di Napoli, del Sud, di tutti i problemi che la politica non ha voluto o saputo risolvere e gestire. Io ci sono: dove e quando vuole, in tv, in piazza. Decida lui le regole: lo raggiungo ovunque tranne che in un centro sociale”, ha affermato il segretario della Lega Nord.

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