#VentiRighe – No, non ti vogliamo

“Ci siamo rotti i coglioni dei giovani del mezzogiorno, che vadano a fannculo i giovani del mezzogiorno, Al Sud non si fa un emerito cazzo dalla mattina alla sera. Al di la di tutto sono bellissimi i paesaggi del Sud, il problema e chi lo abita. “(I meridionali) sono così ce l’hanno per cultura di non fare un cazzo dalla mattina alla sera”

L’accademia della Crusca chiude gli occhi per evitare il disgusto per la volgarità e l’italiano zoppo di questo post leghista. L’autore, anche se non si autodenuncia come tale è un troglodita leghista, indottrinato dall’indecente, irrispettoso “teorema Salvini” che ha rivelato a più riprese il suo truce razzismo, infiorato di insulti ben oltre i limiti del lecito. Sperando di cavalcare l’esecrazione a molte voci dei disordini napoletani, il furbastro padano sbandiera il presunto pentimento della Sudfobia di cui è indiscusso leader (solo in questo  senso è lecito definirlo leader).

Parla di unità nazionale il capetto dell’accozzaglia di destra xenofoba e secessionista e spaccia strumentalmente per veri i finti attestati di feeling con Napoli e il Mezzogiorno. Così facendo contribuisce e non poco alla convinta e motivata ostilità del Sud. In margine agli scontri polizia-manifestanti che hanno sconvolto la quotidianità di una città radicalmente tollerante, non c’è stato un solo commento teso a centrare il nocciolo di un problema colpevolmente insoluto. Da anni l’Italia sopporta, senza trovare l’antidoto, le violenze di incappucciati che trasformano manifestazioni di dissenso in guerriglia urbana, vandalismo, comportamenti criminali. La domanda conseguente è per i vertici delle forze dell’ordine e dei governi che hanno abdicato, uno dopo l’altro alla quota del loro ruolo di garanti della legalità.

Non si può credere all’impossibilità di individuare, isolare e  rendere inoffensivi i famigerati black bloc, provocatori di mezza Europa, napoletani compresi, che s’infiltrano nei cortei per scatenare la violenza. Il pacifico corteo di Napoli contro un nemico dichiarato del Sud, avrebbe fatto capire a Salvini di essere indesiderato, perfino odiato nella città capitale del Mezzogiorno. Niente di più e in questa forma di dissenso e la contestazione sarebbe rimasta nei confini del lecito. I cosiddetti antagonisti volevano altro e le colpe per quanto è successo sono equamene di chi non sa o non vuole rendere inoffensivi i facinorosi ma anche dei manifestanti che non hanno imparato dai lavoratori in lotta a impedire l’intrusione dei provocatori con la barriera del servizio d’ordine. Sbaglia (per esempio Pisapia) chi imputa alla manifestazione di aver fatto un favore a Salvini consentendogli di atteggiarsi a vittima di soprusi dei “giovani allevati da de Magistris all’intolleranza”. Ha sbagliato  il Pd (i cocci di quel che ne resta) a  non esprimere dissenso per la “calata dell’unno” a Napoli. Pur con questa defaillance ,l’insolente leghista con un notevole e inconsueto sforzo d’intelligenza avrà comunque  capito che oltre a frange di neofascismo e di destra affine, Napoli ha detto con ferma determinazione “Non ti vogliamo”.

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