De Luca annuncia: “Ospedale del Mare completato entro il 30 giugno”. Ma non basterà a risolvere i problemi della sanità campana

Dopo l’inaugurazione dei reparti di radiologia, radioterapia ed emodialisi, il 30 giugno dovrebbe essere completata la costruzione dell’Ospedale del Mare, il cui appalto è iniziato 13 anni fa

“Le scadenze si rispettano al minuto. Entro il 30 giugno completeremo l’Ospedale del Mare”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, intervenendo mercoledì a un incontro sulla sanità tenutosi all’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Peccato che il completamento del nosocomio sito a Ponticelli, il cui appalto è iniziato nel 2004, ovvero ben 13 anni fa, non basterà a risolvere i problemi della sanità campana.

Il completamento dell’Ospedale del Mare è certamente una buona notizia dopo che a dicembre è avvenuta l’inaugurazione di tre reparti: radiologia, radioterapia ed emodialisi. Chi si aspetta che il nosocomio di Ponticelli sia la panacea di tutti i mali della sanità campana sarà tuttavia costretto a ricredersi. A parte le tristi vicende giudiziarie per i casi di clientelismo e assenteismo, la Campania continua a essere sotto finanziata nel riparto del Fondo sanitario nazionale. Per il 2017 in Conferenza delle Regioni era stato riconosciuto il criterio della deprivazione sociale per non penalizzare con l’indice dell’anzianità la Campania, Regione con popolazione più giovane di tutte. Peccato che, pur riconoscendo l’indice di deprivazione, sia stato attuato il trucco di aumentare il peso del fattore anzianità, come ha denunciato nelle scorse settimane Federconsumatori Campania e come ha denunciato anche ieri De Luca, spiegando: “Nel riparto si è privilegiato il fattore dell’anzianità trascurando la deprivazione. Un 70enne che vive a Mantova sta meglio di un 50enne dell’area a Nord di Napoli o a Caserta”.

Il Nord sa difendersi, noi siamo cosi’ imbecilli da farci male da soli – ha affermato De Luca –. Ai veneti e ai lombardi, quando ho perso la pazienza, ho detto che la Campania propone i costi standard. Hanno detto di no. Incredibile”. A conti fatti alla sanità campana, secondo il governatore, mancherebbero almeno 200 milioni di fondi nazionali, più i 300 milioni che vengono persi in mobilità passiva, ovvero il flusso di fondi in uscita per la compensazione di prestazioni erogate al di fuori del territorio regionale. Problemi che pesano come macigni sulla sanità campana, il cui sintomo più evidente agli occhi dei cittadini sono la chiusura di reparti e le barelle nei corridoi.

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