Bus, parte il piano di risanamento dell’Azienda Napoletana Mobilità. De Magistris: “Entro l’anno fusione Anm-Ctp”

C’è l’ok della Giunta comunale alla ricapitalizzazione dell’Anm, azienda di trasporti del Comune di Napoli

Napoli, 16 marzo – È arrivato ieri in serata l’ok alla ricapitalizzazione dell’Anm (Azienda Napoletana Mobilità) da parte della Giunta comunale di Napoli. Un provvedimento che nelle intenzioni dell’Amministrazione andrà a salvaguardare i livelli occupazionali e che dovrebbe scongiurare ulteriori scioperi dopo una settimana di agitazione, con migliaia di cittadini napoletani lasciati a piedi.

Per salvare l’azienda dal fallimento Palazzo San Giacomo ha dato l’ok al trasferimento di immobili per 65 milioni di euro. Tra questi ci sono: la sede di via Marino, i depositi Stella Polare e Posillipo, il parcheggio Brin. Inoltre il costo del biglietto a partire da aprile aumenterà di 10 centesimi di euro, quindi da un euro a 1,10 euro. Negli anni successivi aumenterà di 10 centesimi all’anno, fino ad arrivare nel 2019 a 1,30 euro. Le strisce blu, che variano a seconda del reddito Isee, passeranno da 10 euro ad un minimo di 50 euro, fino ad arrivare a 150 euro. Nonostante questi rincari, il trasporto a Napoli resta tra i meno cari e per chi acquisterà il biglietto online o con sms, avvalendosi di nuove offerte messe in campo dall’azienda, anche tramite App, sono previsti degli sconti.

“Mi auguro che già da subito si torni alla normalità pur nelle sofferenze che conosciamo”, ha affermato il sindaco de Magistris riferendosi ai disagi di questi giorni. “È stata una protesta sproporzionata e immotivata perché l’Amministrazione, per quanto riguarda il livello politico, ha messo in campo un’azione importante evitando il fallimento di Anm e con la delibera mettiamo l’azienda anche nelle condizioni di innalzare la qualità del servizio. Il nostro è un impegno politico incredibile in un momento storico difficile e con i conti del Comune ancora bloccati per un commissariamento di 40 anni fa. Ci vuole senso di responsabilità da parte di tutti”.

“La delibera di Giunta è fondamentale – ha proseguito de Magistris –, ovviamente dovrà essere approvata entro fine marzo dal Consiglio comunale. Questa delibera ha impedito che portassimo i libri in tribunale, ovvero che l’azienda fallisse e che i lavoratori finissero in mezzo a una strada. Abbiamo dovuto fare i conti – ha sottolineato – con un indebitamento dell’Anm ereditato e con una forte riduzione dei trasferimenti regionali. Il presidente De Luca, che si vanta di aver salvato l’Eav, ha avuto 600 milioni dal governo Renzi in campagna elettorale per il referendum costituzionale, durante la quale gli fu anche promesso di diventare commissario per la sanità. Con la delibera approvata ieri – ha concluso il sindaco – abbiamo fatto sì che l’azienda rimanesse pubblica, abbiamo salvato i posti di lavoro, abbiamo garantito i diritti maturati dai lavoratori e adesso migliorerà anche la qualità dei servizi”.

Per la fusione di Anm e Ctp sarà necessaria un’altra procedura. La fusione, secondo le intenzioni dell’Amministrazione comunale, dovrebbe iniziare in primavera per poi completarsi entro la fine del 2017.

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