“Napoli città di pace e di giustizia”, il Consiglio comunale approva la modifica dello Statuto

Per deliberare la modifica erano necessari 27 voti a favore. La votazione si è conclusa con 27 sì e 4 astenuti

Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato la modifica dello Statuto con cui si inserisce la dicitura Napoli Città di Pace e di Giustizia. Per deliberare la modifica erano necessari 27 voti a favore. Durante la votazione erano presenti in Aula 31 consiglieri: 27 i sì e 4 gli astenuti.

“Napoli non scopre oggi di essere città di pace – ha dichiarato il sindaco de Magistris –, ma proprio per questo ci sembrava bello che non lo esprimesse solo la Giunta ma che questo fatto fosse inserito nello Statuto. Credo che questo sia un messaggio forte, i sindaci passano e invece questo messaggio sarà per sempre scolpito nello Statuto. Come capitale del Mediterraneo questo è un messaggio forte, Napoli è città che vuole costruire ponti e non muri”.

Bocciata dalla maggioranza e dal M5s la proposta di Forza Italia che chiedeva al sindaco e all’amministrazione comunale di “formulare un plauso ed esprimere solidarietà” agli agenti rimasti feriti durante gli scontri di Fuorigrotta, scoppiati in occasione della visita di Matteo Salvini a Napoli (vai all’articolo). La consigliera Mara Carfagna (Fi), ha dichiarato: “de Magistris non è un uomo di pace ma di parte”. “Intende utilizzare questa iniziativa strumentalmente, un po’ per coprire le inefficienze della sua amministrazione e un po’ per solleticare la pancia di quella parte minoritaria, sempre piu’ minoritaria per fortuna, della militanza politica a quanto pare determinante per i destini dell’amministrazione comunale”.

Accuse rispedite al mittente sia dal vicesindaco Raffaele Del Giudice, secondo il quale la proposta era già superata “dalle azioni e dalle dichiarazioni dei giorni scorsi del sindaco”. Sindaco che ha sottolineato: “Alcuni consiglieri hanno provato a strumentalizzare la delibera. Noi non abbiamo consentito che ciò accadesse, motivo per cui abbiamo respinto ogni ordine del giorno, mozione ed emendamento che avrebbe potuto condizionare e strumentalizzare la nostra proposta e legarla alla contingenza per fare battaglie di consenso politico”.

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