Premio Letterario NapoliTime al Liceo Labriola, la fantasia al potere

Libertà e libertà di stampa, condizionamenti e pressioni psicologiche nei luoghi di lavoro ed il fantastico per affrontare la realtà, questi i temi del confronto con tre dei 9 scrittori che si sfidano per la conquista del Premio Letterario NapoliTime alla sua IV edizione

Napoli, 20 marzo – Terzo incontro presso il liceo scientifico A. Labriola Bagnoli

Pubblicato da NapoliTime Quotidiano On Line su Lunedì 20 marzo 2017

Napoli, 21 marzo – Si è svolto lunedì 20, nell’aula magna del Liceo Scientifico Labriola, a Bagnoli, l’ultimo incontro di approfondimento tra le scolaresche napoletane partecipanti al Premio Letterario NapoliTime ed un nuovo gruppo di autori in gara. Si va spediti verso la finalissima di aprile. L’incontro ha messo sotto la lente tre opere e le esperienze di tre scrittori che hanno accettato la sfida del confronto con le giovani menti della kermesse culturale organizzata dal nostro giornale. Monica Serra, con il suo fantasy Il Duca di ferro, Vincenzo Imperatore con il libro dal titolo Io so e ho le prove e Luciano Scateni con Su e giù con la morte si sono confrontati con una platea di ragazzi, moderati da Pasquale Vespa, direttore responsabile della nostra testata.

Luciano Scateni, giornalista e scrittore, già conduttore del TG3 Campania, è una new entry di NapoliTime e collabora con il nostro quotidiano curando la Rubrica #VentiRighe, spesso con toni sferzanti del (mal)costume della politica nazionale. Scateni partecipa al Premio Letterario NapoliTime con “Su e giù con la morte” -, di Alessandro Polidoro editore (scheda). Il dibattito con lo scrittore si è orientato inevitabilmente verso la libertà di stampa e la comunicazione. Con una esortazione: “Coltivate le favole!”. Il libro offre un ritratto della cosiddetta “Napoli bene” con la sua corruzione umana e materiale. Il tema del traffico di armi riporta al pensiero di Ilaria Alpi uccisa per aver scoperto che le navi preposte al soccorso dei migranti, in realtà venivano impiegate per il traffico delle armi. E poi il tema della ghettizzazione di ampie zone delle moderne città che constringe i loro abitanti a vivere in uno stato di fragilità e povertà socio-economica che diventa la forza di chi prima realizza e poi sfrutta queste condizioni. Ne esce fuori un ritratto di una Napoli con tutte le sue contraddizioni e complessità.

Monica Serra, con “Il Duca di ferro”, Astro edizioni (scheda). La proposta di Serra è un fantasy – uno steampunk, ci tiene a precisare – che, nella sua doppia versione italiano-inglese, offre diversi spunti di riflessione: la solitudine del “diverso”; il progresso e la responsabilità morale dello scienziato; il tema del doppio, l’animo umano tra vizi e virtù, il bene e male; l’amore romantico con le sue affinità elettive. “La fantasia è importante – afferma la scrittrice – e va riconosciuta e rivalutata nel quotidiano. Il genere fantastico non deve essere visto come un modo per fuggire dalla realtà ma solo un’altra lente con cui guardarla”. “Le fiabe sono più che vere perchè se è vero che i draghi esistono è anche vero che possono essere sconfitti!”

Vincenzo Imperatore, “Io so e ho le prove”, Chiarelettere editore (scheda). Il suo libro “rientra nel genere della saggistica di servizio, il cui tema ha lo scopo di stimolare il disgusto e lo sdegno dei lettori”. Imperatorie è un ex manager bancario che dopo venti anni di attività in una delle banche più importanti d’Italia decide di raccontare le irregolarità praticate dagli istituti di credito italiani a danno dei correntisti.

Il sistema bancario da lui descritto ed abiurato si regge esclusivamente sulla logica del guadagno a tutti i costi ottenuto attraverso la distruzione della vita delle persone e di una intera economia. “Qui non si pensa. Si viene pensati!” – è la frase dei suoi capi quando lavorava in banca, una denuncia verso “Un sistema insano che non consente la critica al suo interno”.

“Io so e ho le prove” è il libro con cui svela le strategie e le tecniche attuate dalle banche per vendere prodotti finanziari, polizze assicurative, diamanti e realizzare tutte quelle operazioni che finiscono per determinare costi eccessivi sui conti correnti dei cittadini, l’aumento delle commissioni, i ricatti psicologici verso i clienti a fronte delle loro richieste di rientro, l’anatocismo, l’usura. “Il Premio NapoliTime è una esperimento di produzione di cultura. La cultura non è solo manuali e libri di testo – dice lo scrittore – ma esperienze per la vita. E occasioni di riflessione come queste preparano alla futura vita professionale”.

Terminata la fase di approfondimento e di confronto si procede ora ad organizzare la finalissima dove i giovani critici letterari del Premio esprimeranno il loro voto e decreteranno lo scrittore vincitore di questa IV edizione.

Ricordiamo le scuole partecipanti a questa IV edizione: l’Istituto Superiore Vittorio Emanuele II, l’Istituto Superiore Margherita di Savoia, il liceo scientifico Arturo Labriola, l’Istituto Tecnico Commerciale Enrico Caruso, Istituto Comprensivo 53 Gigante – Neghelli, l’Istituto Comprensivo Massimo Troisi, l’Istituto Comprensivo “78 Cariteo Italico”, l’Istituto Comprensivo “41Console” e l’Istituto Comprensivo “73 Michelangelo Ilioneo”. Da qui la composizione di una giovane giuria di critici letterari che, terminata la fase di confronto ha il compito di presentare alla Redazione di NapoliTime le critiche letterarie ai libri in gara.

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