De Luca offende la Ciarambino (M5s) definendola “chiattona”. Di Maio: “È un cafone, ha oltrepassato il limite”

Il governatore offende Valeria Ciarambino, capogruppo pentastellata in Consiglio regionale. “Una signora che disturba anche quando sta a cento metri di distanza, questa chiattona…”

Napoli, 24 marzo – La capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Regione Campania, Valeria Ciarambino, è “una consigliera che disturba anche a cento metri di distanza, una chiattona (grassa, ndr)”. A dirlo è il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, parlando quest’oggi con i giornalisti a margine del Consiglio regionale. Il riferimento, chiarissimo, è alla Ciarambino, anche se De Luca ha provato con scarsa convinzione a spiegare che parlava di suoi amici.

Poco prima, la Ciarambino per protestare contro la scelta di De Luca di chiedere il voto di fiducia per il collegato alla legge di stabilità regionale, poi approvato con 32 voti a favore su 46 votanti, aveva esposto dei cartelli con la scritta “Siamo in delucrazia”. Una frase di cui nelle scorse ore la Ciarambino aveva spiegato il senso, affermando: “La fiducia posta dal presidente De Luca su un importante provvedimento di legge come il collegato al Bilancio significa impedire ogni dibattito e ogni discussione in aula. È un segno di grandissima debolezza, una visione distorta della democrazia: la chiamerei delucrazia”. Il collegato alla legge di stabilità regionale, aveva aggiunto la Ciarambino, “è un testo blindato usato contro il Movimento 5 Stelle per farci pagare il prezzo di non esserci piegati al ricatto politico, alla proposta indecente della maggioranza. Ci avevano chiesto, infatti, di non discutere in aula tutti i nostri emendamenti e in cambio avrebbero garantito l’approvazione sicura di 3 o 4 nostri provvedimenti”.

“Io credo che non ci sia neanche bisogno di commentare un presidente di Regione che si esprime in questo modo. Questa è la consistenza umana, prima che politica, del presidente della terza Regione d’Italia”, ha affermato ai microfoni di Fanpage.it la Ciarambino dopo aver saputo delle offese che le sono state rivolte dal presidente della Giunta regionale. “I campani – ha aggiunto la Ciarambino – non meritano di essere rappresentati da un presidente così indegno. De Luca, dopo le dichiarazioni odierne, per me come persona vale zero, ma io mi limito al piano politico e dico che anche come politico vale zero, visto il livello in cui sta sprofondando la Campania. Dovrebbe avere il coraggio – ha concluso la Ciarambino – di risponderci nel merito, invece dimostra la sua debolezza e il suo nervosismo perché non ha argomenti politici”.

Unanime il coro di condanna alle parole di De Luca. “Che De Luca fosse un cafone lo sapevamo, ma ha oltrepassato il limite. Questa è la classe dirigente del Pd. Forza Valeria, sei una roccia!”, ha dichiarato il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio. “De Luca chieda immediatamente scusa perché è un’offesa gratuita che non ha nulla a che vedere con la politica”, ha detto invece il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ai microfoni di Radio Kiss Kiss. “Il presidente sta un po’ nervoso – ha aggiunto de Magistris – perché mai il Governo aveva impugnato il bilancio di una Regione? Deve esserci qualcosa di veramente grave”.

Non è la prima volta che De Luca offende personalmente esponenti del Movimento 5 Stelle. Una lunga lista: dal “bambolina imbambolata” rivolto alla sindaca di Roma Virginia Raggi alle offese rivolte al trio Di Maio, Fico e Di Battista, definiti da De Luca “tre mezze pippe, falsi come di Giuda” (vai all’articolo). Il governatore non ha tuttavia risparmiato neanche esponenti del Pd. Come quando definì la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, “un’infame, da uccidere”. Il motivo? L’inserimento di De Luca nella lista dei cosiddetti “impresentabili” alla vigilia delle elezioni 2015 da parte della commissione Antimafia (vai all’articolo).

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