Le notizie in pillole di #NapoliTime: il Papa, la Ue, Angela Merkel e Virginia Raggi

Una ogni sei righe

Che Papa. Sarà poco elegante, ma la simpatia per questo amabile Papa, consolidata dal suo celestiale anticonformismo, consente di sfiorare appena lo choc per un bagno di folla che fa impallidire le oceaniche adunate di Hitler e di raccontare dei bisogni fisiologici di Francesco, soddisfatti nello stesso  gabinetto chimico dei comuni mortali. Incredibile, ma vero. E poi? L’abbraccio a malati, anziani, immigrati e carcerati.

Presumo che… Angela Merkel, non informata, si sia trovata di fronte la mini sindaca di Roma, reduce dalle performance sciistiche e dato una sguardo alla fascia tricolore che indossava deve aver supposto “Vuoi vedere che è la prima cittadina della capitale?”. L’incontro si è rapidamente concluso con una stretta di mano tutt’altro che calorosa e il rifiuto della Cancelliera a posare per la foto istituzionale.

Hanno ragione i pentastellati. Lamentano che l’intervento della Raggi nel giorno del rilancio dell’Europa è stato sfumato. Non si fa, signori del Tg1, (ma Orfeo smentisce con prove), neppure se motivato da valutazioni di opportunità giornalistica. Peggio se si trattasse di censura per le posizioni euroscettiche del Movimento, sospetto non infondato, o in dissenso per la vacanza inopportuna.

I miracoli delle Ue. Per nulla antieuropeo il discorso della Raggi (ma il “comico”, che ne pensa?) e sorprende l’entusiasmo di Tajani, presidente del parlamento europeo, storico esponente di Forza Italia, per la dichiarazione d’intenti dei 27 (ma Berlusconi che ne pensa?). Chissà cosa frulla nella testa dell’ex Cavaliere di coniare una moneta autarchica, italiana, in concorrenza con l’euro, da usare per gli affari interni dell’Italia.

Presidente, le presento mio marito. Solo dieci anni fa i media avrebbero assecondato l’omofobia imperante tacendo la notizia. Oggi, in quel di Roma, per l’incontro dei 27 capi di Stato, Xavier Bettel, premier del Lussemburgo, paradiso fiscale che oltre a ospitare il denaro di grandi evasori è Paese molto libera, ha presentato a Mattarella il marito Gauthier.  Così, senza il minimo imbarazzo e Mattarella? “Piacere”. Non è una bufala.

Neppure un secondo per intuire che il rendez-vous dei 27 Paesi dell’Unione non sarebbe stato funestato dalle violenze  degli  antagonisti e soprattutto dei Black bloc, impediti sul nascere a raggiungere Roma. Di qui la domanda: perché non a Genova, Milano, la stessa Roma e in altre circostanze? Se lo chiedano il governo e i vertici delle forze dell’ordine e neutralizzino chi sta dietro ai teppisti incappucciati.

E’ italiano il sentimento della tolleranza. Come spiegare altrimenti l’agibilità concessa a sparuti manipoli di nostalgici, ex missini, sovranisti, militanti di estrema destra, esponenti di Forza Nuova, che popolano con modeste rappresentanze forme sparpagliate il neofascismo? Alemanno-Pinocchio, spara la cifra di ottomila presenze in piazza per il 60° dei Trattati di Roma. Non più di mille, dicono le forze dell’Ordine.

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