Spettacolo del Napoli di Sarri contro opportunismo della Juve di Allegri

Può sembrare un confronto anomalo, ma se hanno senso le convergenze parallele, suggestiva invenzione di Aldo Moro, l’analisi congiunta di due eventi sportivi con pochi nessi tra loro finisce per non apparire gratuita e forzata

Mister Roger Federer, in quel di Miami, manda nel mondo dell’oblio i suoi trentasei anni e alza la cielo il trofeo di winner dell’Indian Wells. Il più amato del mondo per l’eleganza e la raffinatezza del suo tennis, ha la meglio sullo strapotere fisico di Rafa Nadal, gagliardo spagnolo di sei anni più giovane. Arrivare in cima alla classifica mondiale è impresa di pochissimi eletti in uno sport che per formare campioni top ten chiede di comporre un mix di talento, tecnica, doti oltre il comune di concentrazione senza pause, intelligenza tattica, autocontrollo nervoso extraterrestre.

Ecco i presupposti per un ritratto molto somigliante al tennista Federer che ha coniugato tutto questo nel binomio classe-spettacolo. Il suo tennis non è mai opportunista o strategico: è puro divertimento, anche nelle rare occasioni di sconfitte. Il termine di paragone i due sport richiama l’immeritato pareggio di ieri della Juventus, messa in campo per non prenderle da Allegri, tecnico calcolatore e pavido, intimorito dal record di gol segnati dal Napoli. Prologo del ragionamento successivo è la subordinazione dello staff tecnico della cosiddetta “signora” del calcio agli interessi economici dipendenti dalle vittorie di campionato e coppe. Se il calcio fosse ancora uno sport e non la cruenta disputa  che non lascia feriti,  squadre leader come la Juventus avrebbero il diritto-dovere di dare spettacolo.

Per la  sfida del San Paolo,  Allegri  ha sfogliato l’album dei ricordi e si è fermato alla pagina che racconta dello scudetto vinto dall’Inter di Herrera, con il modulo del “catenaccio” e cioè con la squadra indietro tutta, una barriera difensiva  esasperata e solo se dovesse capitare con sgroppate in contropiede. Cioè il contrario del calcio spettacolo. Una vergogna, dover assistere all’indecente ammucchiata di difensori “spazza tutto” disposta dall’allenatore toscano per limitare i danni. Ne hanno sofferto il calcio e chi lo ama, i cinquantamila dl San Paolo, i milioni di utenti raggiunti in tutto il mondo dalle immagini televisive. Handicap del calcio speculativo è l’assenza del corrispettivo di un Federer. All’asso con lunga vita sportiva supponiamo che non faccia difetto  anche l’obiettivo di tesaurizzare i guadagni di una radiosa carriera per il futuro, quando deciderà di dire addio al tennis per dedicarsi alle due coppie di gemelli di cui è padre, ma è incrollabile la certezza  che scenda in campo per vincere, ma anche per divertirsi e divertire. Al Napoli di Sarri auguriamo di perfezionare il percorso di squadra leader ma senza venire meno al gioco spettacolare  che incanta e mette paura ad Allegri.

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