Vittime di San Pietroburgo, i Verdi: “Solo uniti si può sconfiggere il terrore”

Il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, rendendo omaggio alle vittime dell’attentato di San Pietroburgo ha sottolineato il legame speciale tra Napoli e la città russa

“Abbiamo voluto dimostrare la nostra vicinanza al popolo di San Pietroburgo perché la città russa ha un legame speciale con Napoli evidenziato proprio dai Cavalli di bronzo”. Lo ha affermato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, promotore insieme a La Radiazza di Gianni Simioli di un omaggio alle vittime dell’attentato nella metropolitana di San Pietroburgo. All’iniziativa hanno partecipato anche i patron del Gambrinus Antonio Sergio e Massimiliano Rosati, il consigliere comunale Stefano Buono, lo scrittore Angelo Forgione e il console russo Vincenzo Schiavo che ha ringraziato per il gesto a nome della comunità russa, tra l’altro molto numerosa a Napoli.

“In momenti come questi – ha spiegato Borrelli – bisogna far sentire la propria vicinanza ai popoli colpiti da tragedie inaccettabili perché solo restando uniti si può sconfiggere il terrore che vogliono diffondere quelli che fanno attentati del genere”.

Ma qual è il legame che unisce Napoli a San Pietroburgo? I due cavalli di bronzo posti a ridosso del Maschio angioino furono donati dallo Zar Nicola ai napoletani nel 1846 e da allora sovrastano la cancellata dei giardini di Palazzo reale e sono diventati uno dei simboli della città. I Cavalli russi, raffiguranti due palafrenieri nell’atto di domare i cavalli, furono posti inizialmente sul cancello d’ingresso dei giardini reali in via San Carlo e solo alla fine dell’Ottocento furono spostati nell’attuale posizione. Furono scolpiti dal russo Pjotr Klodt Von Jurgensburg insieme ad altri quattro gruppi equestri in bronzo visibili ancora oggi a San Pietroburgo, al Ponte Anickov sul fiume Neva; due di essi sono del tutto identici a quelli donati a Napoli per creare un legame tra la città russa e Napoli che continua ancora.

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