#VentiRighe – Il caso Higuain? Non se ne può più

Somiglia a una puntata dell’inverosimile “Torto o ragione” che occupa parte del pomeriggio di RAI con liti in diretta (vere o finte?), testimoni, arringhe di difesa e di accusa, un giudice, una  giuria popolare e strani tuttologi, attributo esteso a soubrette come Alba Parietti, psicologi incartapecoriti e gente di passaggio

Un processo parallelo appassiona il mondo in condominio tra cronaca sportiva e gossip. Materia del contendere è il “tradimento” di Higuain, esecrato dal tifo napoletano che ne aveva fatto un idolo e indignato per il suo esodo da Napoli, a dire dei detrattori motivato da questioni di avidità, da fame di euro soddisfatta da Agnelli.

I napoletani malati di calcio non hanno perdonato il divorzio e il passo tra amore e odio è stato breve. De Laurentis, per non incorrere nelle ire della tifoseria, ha assecondato la versione di un Higuain venale. Avrebbe cancellato le esaltanti stagioni napoletane, che lo hanno consacrato “bomber” di razza, per meri interessi economici. I colpi di fioretto tra i due sono diventati fendenti a sciabolate, il “pipita” è stato accolto al San Paolo con fischi e pernacchi. L’odio ha preso decisamente il sopravvento per lo sgarbo dei due gol segnati ieri sera che hanno estromesso il Napoli dalla finale di Coppa Italia. Lui ha risposto indicando De Laurentiis in tribuna con l’indice, più e più volte, gesto inequivocabile per dire “Se vesto la maglia della Juventus è colpa tua”.

Fine del botta e risposta? Ovviamente no. La coda della polemica da cui traggono profitto giornali e Tv con vendite extra, travalica la polemica verbale e approda in tribunale, dove Higuain è deciso a trascinare De Laurentiis per non avergli accreditato le somme dovute per il diritto d’immagine. L’autore della doppietta, che ha consegnato alla Juve il pass per la finale di Coppa Italia, non fa mistero dell’intenzione di affidare al tribunale la richiesta di 600milia euro che il Napoli gli dovrebbe riconoscere per crediti pregressi. Torto o ragione? Può darsi che il centravanti bianconero abbia ragione. In questo caso la cifra da corrispondere sembra davvero poca cosa se posto a confronto con i novanta milioni intascati dal Napoli con la clausola rescissoria e sborsati dalla Juve. Aumenterebbe il disamore delle curve A e B per l’ex idolo del San Paolo e confermerebbe la fatale attrazione dell’argentino per il dio denaro.

L’inverosimile di una vicenda a cui i media, non solo sportivi,  dedicano spazio e priorità, è che sembra mettere la sordina a eventi di ben più portata, uno per tutti il gas nervino che ha ucciso trenta bambini siriani e un altro di casa nostra, la spuria coincidenza di intenti tra destra, centrodestra, Forza Italia, 5 Stelle e minoranze Pd che ha bocciato il presidente designato da Pd per l’importante Commissione Affari Costituzionali e ha eletto l’uomo del centro destra. Il tiro al piccione (Renzi) ha vissuto una inedita fase di sabotaggio e non è difficile immaginare D’Alema e Bersani mentre festeggiano a champagne.

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