Scuola, approvate le 8 deleghe della Legge 107. Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori: “si è chiusa la farsa dell’ascolto targato Renzi e Fedeli”

Il Governo Gentiloni in assoluta continuità con il Governo Renzi approva, nella seduta del Consiglio dei Ministri del 7 aprile, gli schemi dei decreti legislativi previsti dai commi 180 e 181 della legge 107/15

Si è conclusa la farsa dell’ascolto nella versione 2.0 della Ministra Valeria Fedeli – ex Cgil – che nei confronti dei lavoratori precari da oltre 36 mesi non ha mostrato alcuna sensibilità”. E’ con queste parole che il professor Pasquale Vespa, presidente dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori commenta l’approvazione delle 8 deleghe previste nella Legge 107/15. “Ci aveva convocati a Roma nel suo ufficio – ricorda il presidente Vespa – di primo mattino insieme all’Assessore all’Istruzione della regione Campania Lucia Fortini, e aveva annunciato una modifica sostanziale alle Deleghe che – testuali parole – le avrebbero prodotto “l’attacco dell’opinione pubblica” (e non dei colleghi docenti, aveva tenuto a precisare!) per una fantomantica grande apertura nei riguardi dei precari. Avevamo confidato in un ascolto serio, abbiamo raccolto fumo ed una clamorosa presa in giro.”

“Un contentino senza alcuna certezza per i colleghi abilitati in seconda fascia, ed il protrarsi dello sfruttamento per quei docenti di terza fascia, lavoratori che chiedevano dopo anni di esperienza di essere abilitati ed inseriti in un transitorio che preveda la loro stabilizzazione, in accordo con le indicazioni del Parlamento Europeo”.

“Quello che ci fa rabbia – continua la nota dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori – è proprio l’inutilità della fase di ascolto. Questo Governo e la Ministra Fedeli si assumerà tutta la responsabilità del prorogarsi sine die della fase di incertezza per migliaia di precari e delle loro famiglie. Dopo il fallimento del concorso 2016, si è pensato di inserire in una Graduatorie di Merito Regionale, gli stessi docenti che avevano avuto la possibilità di parteciparvi e che non sono risultati né  idonei né vincitori, spesso per le falle dell’iter concorsuale; mentre ai docenti di terza fascia ai quali era stato fatto divieto di parteciparvi, ora si apronono le porte di un concorso nel 2018 che se taglierà loro le gambe, nella stessa misura di quanto accaduto lo scorso anno, anche grazie alle stesse procedure fallaci della gestione dei concorsi in Italia, saranno esodati e dovranno trovarsi un nuovo lavoro!

“Un accorato appello al Presidente Mattarella arriva dai colleghi impegnati sul sostegno affinchè non firmi la scellerata delega contrassegnata dal numero 378. Un video appello di genitori e ragazzi che grida vendetta e dà il segno che la misura è colma. Non è possibile andare avanti così, con un Governo sordo alle istanze che provengono dal Paese. Continua l’arroganza dell’azione politica portata avanti dal Partito Democratico o meglio dall’area renziana del partito. A sfilarsi è solo il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e l’onorevole Dario Ginefra che gli fa eco e che a chiare lettere dicono: questa riforma è da rifare!”

“Condividiamo in pieno il pesante giudizio del Presidente Emiliano che afferma: “Ancora una volta il governo vara provvedimenti sulla scuola, senza condividerne gli obiettivi, che restano, dunque, privi di una visione e incapaci di risolvere le tante emergenze quotidiane: stipendi allineati alla media europea, rinnovo del CCNL, incremento degli organici; aumento del tempo scuola, nuove assunzioni, mobilità, superamento del bonus premiale, abolizione della chiamata diretta, riconoscimento del sovraccarico di lavoro per gli uffici amministrativi e aumento esponenziale di responsabilità per le funzioni dirigenziali. Per quanto riguarda la seconda fascia, poi, non ci sono certezze: non sono fissati i termini precisi per le prove orali e i docenti con anni di esperienza rischiano di restare senza lavoro. Bisognerebbe, subito, mettere a punto una tabella di titoli e servizio. Gli insegnanti di terza fascia, non ne parliamo: chiedono che sia riconosciuta la loro abilitazione, e, invece, sono sempre dimenticati da tutti e invece. Con queste deleghe si porta a compimento quella pseudo riforma della ‘buona scuola’, che, come riferito nella mia mozione, ha creato la più lacerante contrapposizione d’interessi che la scuola italiana ricordi: docenti titolari di ambito contro docenti titolari di scuola, docenti di ruolo contro docenti precari, personale ATA contro personale docente, dirigenti scolastici contro tutti. Una riforma, che è stata universalmente avvertita come una ‘controriformà, in piena sintonia con quanto accaduto sul versante del lavoro con il “Jobs Act”: sono le due facce, perfettamente coerenti negli obiettivi, della stessa medaglia su cui è inciso il motivo del fallimento delle scelte politiche di Renzi e l’esito del referendum del 4 dicembre”.”

“E sottoscriviamo le parole dell’onorevole Ginefra quando dice “con l’approvazione nel Cdm di ieri delle Deleghe alla legge 107/15, si è persa l’ennesima occasione per ricucire gli strappi generati dalla Legge cd ‘Buona Scuola’. Il timore è che, con queste deleghe, il sistema scolastico somiglierà sempre più ad un puzzle di cui si è persa la visione d’insieme aumentando il senso di disagio di chi nella scuola vive e opera quotidianamente”.”

“Ci aspettiamo di conoscere – conclude la nota dell’Associazione – il punto di vista delle altre forze politiche che pure hanno sostenuto la battaglia e le proposte dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori. Ancora una volta, con arroganza e spregiudicatezza si è chiusa una bruttissima pagina politica sulla pelle dei precari.”

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