Progetto Mare pulito, De Luca: “Parte il potenziamento di quattro dei cinque depuratori tra Napoli Nord e Caserta”

I quattro depuratori interessati dai lavori, per un investimento di quasi mezzo miliardo di euro tra opere e gestione, sono Foce dei Regi Lagni, Napoli Nord, Marcianise e Acerra

tNapoli, 12 aprile – “Entro fine aprile parte il potenziamento di quattro dei cinque depuratori tra Napoli Nord e Caserta. Un investimento complessivo di quasi mezzo miliardo di euro tra opere e gestione per servire 72 comuni della Campania e, contando il depuratore di Cuma già consegnato, interessa due milioni e 400mila abitanti. Ci sarà anche una rete di collettori per 270 km su tutta l’area servita dai depuratori”. Questi i numeri del progetto Mare pulito, presentato quest’oggi dal presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca.

“I quattro depuratori interessati dai lavori – ha spiegato De Luca – sono Foce dei Regi Lagni, Napoli Nord, Marcianise e Acerra. Nel giro di due mesi, da oggi fino al 30 aprile, consegniamo i lavori nei quattro impianti. Il termine di tutti i lavori è previsto tra marzo e maggio 2018, quindi un anno di lavori per interventi di potenziamento, riqualificazione, innovazione tecnologica rivolti all’abbattimento della produzione di anidride carbonica e al recupero energetico”.

Foce dei Regi Lagni interessa 31 Comuni tra cui Aversa, Castel Volturno e Giugliano e prevede un investimento di 75 milioni euro per lavori appaltati al Consorzio Geco. Napoli Nord interessa 9 Comuni, tra cui Orta di Atella per un costo di 86 milioni di euro e sarà eseguita dall’Ati Pizzarotti-De Gremont. Marcianise fra lavori e gestione ha un costo di 106 milioni di euro, servirà 16 Comuni e sarà eseguito da Consam scarl. Il depuratore di Acerra serve 12 Comuni, costerà 70 milioni di euro e i lavori saranno realizzati dalla Infratec.

“Puntiamo – ha affermato De Luca – ad avere tutta la fascia costiera balneabile, in particolare il Litorale Domitio, su cui puntiamo per il rilancio turistico dell’area che immaginiamo come l’Emilia Romagna del Mezzogiorno. E infatti accanto alla depurazione deve decollare la riqualificazione del litorale, contiamo di appaltare le opere e i cantieri entro l’anno per una rivoluzione urbanistica nell’area. Abbiamo lì – ha proseguito – un problema di abusivismo edilizio, agiremo con qualche ruspa che ci consenta di avere cento metri di strada diritta e non fare i servizi a zig zag oppure passiamo sopra le ville dei Casalesi”.

De Luca ha precisato che il depuratore di Punta Gradelle che interessa la costiera sorrentina “entrerà in funzione per quest’estate”, mentre, rivolgendosi ai rappresentanti delle ditte appaltatrici presenti oggi nella sede della Regione Campania ha detto: “Segnatevi a lettere di fuoco le date previste per la fine dei lavori, noi ci impegniamo a pagare in tempo tutto per non darvi alibi”.

“Investire mezzo miliardo su cinque depuratori rappresenta un impegno concreto, reale, per migliorare la qualità del mare che bagna le nostre coste, condizione essenziale per ogni programma di sviluppo”, ha commentato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi.

“La Campania – ha sottolineato Borrelli – ha un tesoro inestimabile in grado di creare occupazione, ma nessuno ne ha mai sfruttato a pieno le potenzialità, anzi s’è fatto di tutto per distruggere quell’enorme patrimonio naturale che abbiamo a disposizione e, ora, finalmente s’è cambiata rotta. Ora però – ha aggiunto – non bisogna fermarsi e, parallelamente alle opere per avere acque pulite, bisogna anche portare avanti, implementandoli se necessario, i vari progetti di recupero del litorale domitio che deve essere riqualificato e valorizzato perché, da quell’area, può nascere un’occasione importante di sviluppo economico e sociale che possa coinvolgere quelle zone e tutta la Campania”. Per Borrelli questo risultato si ottiene con “un’azione comune tra tutte le Istituzioni coinvolte, nessuna esclusa, e le forze dell’ordine perché si va ad agire in un territorio in cui è forte la presenza della camorra e della cultura dell’illegalità”.

“Nessuna azione di riqualificazione potrà avere successo se non ci sarà la collaborazione delle forze dell’ordine perché ci saranno sicuramente le resistenze del clan dei Casalesi che ha fatto il bello e il cattivo tempo in quelle zone. Ora che – ha concluso – gran parte dei politici che hanno fatto affari con il clan dei Casalesi è finita in galera o ha perso potere, non possiamo perdere l’occasione di dare un nuovo futuro a quell’area”.

Lascia un commento