“E nun ce vonno stà”. Anche per Delneri barricate antiNapoli, ma è tre a zero per gli azzurri

Ci provano tutti e il simpatico Delneri non è da meno. Pensa che il Napoli ha un “triello”, per dirla alla Frizzi, di piccoletti con compiti di sfondamento della linea Maginot avversaria, che di lì (centralmente) non si passa

E poi, non ha fatto le barricate anche la vecchia signora che nel retour match di Coppa Italia, sul tre a due per gli azzurri, ha innalzato le staccionate nel timore del quarto gol. Sarri ha coniugato la furbizia  napoletana, pre nascita, con la saggezza costruita in quel di Empoli e, voilà, primo tempo senza gloria per gli azzurri, alle prese con la quasi perfezione difensiva dell’Udinese, sfiancata però dal contrasto alla ragnatela tessuta da Jorginho & c, costantemente oltre la linea di centrocampo e destinata a un inevitabile calo di attenzione per eccesso di stress difensivo. La messe di calci d’angolo degli azzurri dicono di un primo con la freccia a senso unico,  ma con zero, o quasi, assalti pericolosi per Karenzis.

Per Sarri, Hamsik e compagni nessun dubbio, le  maglie strette dell’Udinese si sarebbero allentate fornendo agli azzurri il via al terreno prediletto di un Napoli affamatissimo di punti, i tre per dimezzare il distacco dalla Roma, fermata all’Olimpico dall’Atalanta e chiamata impegni futuri moto più ostici di quelli del Napoli. Anche i 35mila del San Poalo hanno imparato  a portare pazienza e hanno ricevuto nei secondi 45 minuti il premio fiducia negli azzurri, per il record di gol segnati, più di tutti in questo campionato, nell’estro di Jorginho, re del centrocampo, metronomo in straripante forma, nella grinta di Allan, nelle incursioni di Strinic, autorevole croato di fascia, nell’esecuzione a occhi chiusi del possesso palla del collettivo che solo il Guardiola del Barca può vantare di aver reso altrettanto perfetto. Per la verifica del logorio psicofisico dell’Udinese sono bastati centottanta secondi.

Al 3° Jorginho  ha inventato una giocata alla Pirlo. Assist millimetrico in un corridoio tra le maglie della difesa”nemica” per Mertens che superato in velocità Danilo e ha spedito alle spalle di Karenezis una bordata potente, telecomandata. Uno a zero, gol numero 31 del belga, 72esimo (sempre più record) di squadra. Fine della storia. L’Udinese si è dissolta come neve al sole e la partita si è messa stabilmente sui binari che sono congeniali agli azzurri. Grandi spazi, proiezioni fulminee del “triello”, prima o poi il gol, appena dopo i brividi di paura del gagliardo Zapata che elusa la guardia dei centrali Albiol e Koulibaly si è visto respingere dal palo un tiro che meritava diversa fortuna. Sospiri di sollievo e tutto dimenticato in fretta, in due minuti.

Allan, indomito guerriero, ha strappato il pallone dai piedi di un paio di difensori e Karnezis ha capito cos’era successo solo quando ha visto il pallone in fondo alla rete. Due a zero,  gol numero 70, primo di Allan in questo campionato, sogni di gloria per un  acceso diretto alla, Champions, Roma permettendo. Eliminato il muro voluto da Delneri ,la partita si è accordata con la musica preferita dal Napoli. Assalti in velocità, passaggi filtranti. Si rivede nel tabellino dei marcatori il tuttofare Callejjon, prezioso nei ripiegamenti, spina nel fianco dei terzini sinistri che fa impazzire. Lui,  al minuto 38, ha la meglio nel batti e ribatti in piena   area di rigore udinese. Anticipa di un niente Insigne, pronto a una  rovesciata spettacolare, gol. Il suo decimo, tre a zero, gol numero 75 del Napoli.  Sarri risparmia energie ad Hamsik, Allan e Mertens. Dentro Rog, Milik, Zielinski. E la Roma è più vicina.      

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