Higgs. La particella “dispettosa”. Il bosone che non vuol essere trovato.

Se ne parla da anni dagli anni sessanta, soprattutto tra gli addetti ai lavori ovvero i fisici quantistici ma solo ultimamente il suo nome è divenuto leggenda: il Bosone di Higgs.

Sembra che faccia capolino tra le scorie di scontri quantici, poi scompare lasciando il mistero dietro di sé, insomma è un bosone dispettoso.

Ieri durante la conferenza stampa il direttore generale del centro Cern di Ginevra Rolf Heur ha detto: “Abbiamo compiuto un passo fondamentale nella comprensione della natura. La scoperta di una particella consistente con il bosone di Higgs apre la strada a studi più dettagliati, che richiedono statistiche maggiori, e che ci faranno scoprire le proprietà della nuova particella, probabilmente gettando la luce sui misteri dell’universo”.

Il Bosone di Higgs è stato soprannominato come la “Particella dio” da L. Lederman in un suo libro, poi tradotto erroneamente come “Particella di Dio”, si comporta come colui che viene menzionato nel soprannome in quanto esiste, o se ne presume l’esistenza, ma non si riesce a vederlo.

“La particella di Dio (…) potrebbe fornire una spiegazione alla scomparsa dell’antimateria nell’universo”, ha detto Lederman.

Anche lo scrittore Dan Brown parla nel suo libro Angeli e Demoni di una particella di Dio, riferendosi all’antimateria usata come espediente minatorio nella sua trama.

A teorizzarne la sua esistenza è Peter Higgs scienziato scozzese e le sue teorie furono incorporate nel Modello Standard, quello che comprende tutto lo scibile in fatto di materia infinitesimamente piccolo e dai nomi strani e familiari che abbiamo sentito nel corso degli anni come quark, elettroni, neutrini. Si tratta in tutto di dodici mattoni di materia, ai quali vanno aggiunti i bosoni, che intervengono nelle forze che tengono unita la materia.

La particolarità di questo bosone è che è un aggregante, una specie di Pr quantistico (come quelli delle discoteche solo rivolto in campo infinitesimale) che è fondamentale per l’esistenza di tutte le altre particelle permettendo loro di acquisire una massa dando così consistenza all’universo come oggi lo conosciamo.

I pareri sono ancor oggi contrastanti, da una parte scienziati che si sono dedicati alla sua rilevazione come l’italiana Fabiola Gianotti e Joe Incandela , altri come di Stephen Hawcking, Alex Kaivarainen e Vlatko Vedral che rifiutano la sua esistenza.

Lo scienziato scozzese Peter Higgs al termine della presentazione dei risultati ottenuti dall’esperimento Atlas (A Toroidal LHC ApparatuS) ha faticato a trattenere le lacrime per l’emozione. Difatti Atlas e Cms (Compact Muon Solenoid) hanno analizzato le particelle prodotte dagli scontri di protoni alla velocità della luce che collidevano all’interno di Lhc (Large Hadron Collider) l’acceleratore di particelle .

Analizzando le particelle che venivano liberate dallo scontro, gli scienziati hanno potuto individuare il presunto bosone. La particella osservata, presenta gran parte delle caratteristiche attese per il bosone di Higgs.

Se da tutti i controlli e le verifiche del bosone di Higgs ne sarà confermata l’esistenza si potrà aprire un nuovo capitolo legato alle proprietà della materia che non vediamo e che ora chiamiamo oscura, di cui sarebbe strapieno l’universo.

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