Regalo post pasquale del Napoli al Sassuolo, 2 a 2  

“Troppo facile, così non vale”. Versi di Roberto Vecchioni nella sua “Luci a San Siro”

Pari, pari commentando l’immeritato pari del Sassuolo, dominato dal Napoli per novanta minuti più tre di recupero. Troppo facile perché nel bilancio finale entrano quattro ingerenze della iella in danno degli azzurri, più l’aggravante della palese empatia di Damato, fischietto dell’incontro, con i neroverdi  emiliani.

Nella ripresa, per l’entusiasmo dei tanti  napoletani accorsi al Mapei Stadium, il Napoli conclude una fantastica triangolazione Hamsik, Fallendo, Mertens, con una testata la testata da centravanti vero. Uno  a zero. Il capitano, proprio lui, leader di lungo corso del Napoli, va in tilt. Non vede Berardi, in agguato, passa debolmente a Reina. Uno scherzo da ragazzi beffare il portiere spagnolo. 1 a 1 e scherzo del destino avverso.

Al minuto venti la traversa, all’incrocio dei pali, dice no alla punizione perfetta di Mertens. Consigli ipnotizzato, graziato dal dio della sfortuna. Insiste la iella. Anzi imperversa. Al trentesimo è tutto chiaro. Sarri ha dimenticato nella sede del Napoli il corno rosso portafortuna e i santi protettori degli azzurri non devono essere ritornati dal week end celeste. Insigne, altro che mago Silvan, inventa un numero da giocoliere circense. Il tiro di con orbita magistrale incontra il legno del palo, alla sinistra di un impietrito Consigli e torna in campo. Chi lo diceva, il saggio Boskov? “Gol, se pallone entra”.

Entra alle spalle di Reina il tiro di Mazzitelli del due a uno per il Sassuolo. Vantaggio con una qualche legittimità? Banale distrazione difensiva del Napoli, due a uno per il Sassuolo. Finalmente ingresso vietato alla iella in casa degli azzurri? Non è così. Milik, ancora considerato da Sarri uomo della provvidenza, entra e segna con un guizzo da rapace (evviva, finalmente!): 2 a 2 e il Napoli prova a concludere una partita stregata a proprio vantaggio con un frenetico assedio alla porta del Sassuolo, ma gli emiliani, in affanno, reggono l’urto.

Agli azzurri non bastano grinta e forza fisica per contrastare il malocchio. Con Mertens a un passo dal tre a due, Cannavaro, suo ammirevole antagonista, intercetta con il braccio un pallone vagante, nel bel mezzo di un vero groviglio attaccanti-difensori. Nega Damato, arbitro tuttaltro che equidistante. Nega il rigore e il successo al Napoli.

In opposizione a tanta fatica, tanta sfortuna e tra sette giorni, sarà decisivo espugnare la roccaforte Inter per non rassegnarsi a tamponare senza costrutto la Roma. Il calendario, subito dopo, iella a parte, potrebbe favorire il Napoli e spalancargli il portone d’ingresso della Champions League senza l’incognita dei preliminari.

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