E’ tempo della finalissima del Premio Letterario NapoliTime, IV edizione

L’appuntamento con gli scrittori e con il voto dei giovani critici letterari del Premio è per il 5 maggio presso l’Auditorium della Regione Campania al Centro Direzionale di Napoli

E’ maggio, come ormai consuetudine da quattro anni, il mese dell’evento di premiazione della kermesse culturale della nostra testata giornalistica. Il Premio Letterario NapoliTime, organizzato dal nostro editore l’Associazione Onlus Ecomuseo del Mare e della Pesca dei Campi Flegrei, presieduta dall’ingegner Pasquale Vespa – giunto alla sua IV edizione -, arriva a conclusione. Da ottobre a maggio, una giuria di giovani critici letterari composta da 135 studenti, ha avuto modo di leggere le opere in gara e confrontarsi con gli scrittori in appuntamenti di approfondimento che hanno visto la partecipazione appassionata dei giovani studenti partenopei.

Il Premio, patrocinato dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania, nel suo evento conclusivo sarà ospitato dalla Regione Campania in un accogliente auditorium al Centro Direzionale di Napoli. La finalissima  si terrà il 5 maggio prossimo e vedrà la partecipazione dell’assessore all’Istruzione e alle Politiche Sociali della Regione Campania Lucia Fortini, dei dirigenti scolastici degli Istituti partecipanti e di circa 400 ragazzi delle scuole aderenti all’iniziativa, oltre che dei nove scrittori che hanno accettato la sfida del confronto proposto da NapoliTime.

Come di consueto saranno i ragazzi, i nostri giovani lettori nonché critici letterari, a votare nel giorno della finale, scheda alla mano, lo scrittore dell’anno. Uno solo sarà lo scrittore vincitore del Premio Letterario NapoliTime, mentre sarà la nostra Redazione a premiare le migliori critiche prodotte dai ragazzi.

E allora ricordiamo da dove provengono i nostri critici letterari e chi sono i 9 scrittori finalisti.

Queste le scuole partecipanti a questa IV edizione: l’Istituto Superiore Vittorio Emanuele II, l’Istituto Superiore Margherita di Savoia, il liceo scientifico Arturo Labriola, l’Istituto Tecnico Commerciale Enrico Caruso, Istituto Comprensivo 53 Gigante – Neghelli, l’Istituto Comprensivo Massimo Troisi, l’Istituto Comprensivo “78 Cariteo Italico”, l’Istituto Comprensivo “41Console” e l’Istituto Comprensivo “73 Michelangelo Ilioneo”.

Per gli autori, in gara quest’anno ci sono:

Luciano Scateni, giornalista e scrittore, già conduttore del TG3 Campania, tra i fondatori della Voce della Campania, ora nella Redazione di NapoliTime. Scateni partecipa al Premio Letterario NapoliTime con “Su e giù con la morte” -, di Alessandro Polidoro editore (scheda) – che ci offre uno spaccato sociale ed umano della cosiddetta Napoli bene.

Renato Serpieri, imprenditore napoletano, partecipa al Premio con la sua opera di esordio “Sopra le ombre” – di Graus editore. La vita di due famiglie americane profondamente diverse per stili di vita ed aspirazioni è accomunata da un’unica avvenimento la nascita di una figlia nello stesso giorno. Due bambine dai percorsi di vita diversi ma ugualmente difficili: Diana affetta da sindrome di Down è una ragazza assennata e dal carattere forte mentre la bella e ricca Jane conduce una vita sregolata ed infelice.

Massimo Cannizzaro, artista e showman, è con noi con il suo secondo libro “Prossima fermata Dante. Inferno 2.0″ – Graus editore. Il libro è la rivisitazione satirica del viaggio nell’Inferno dantesco. Sullo sfondo della città di Napoli, l’autore, accompagnato dal sommo poeta Dante, osservatore severo ma dallo sguardo comprensivo, dà vita ad un dialogo ironico ed autoironico su situazioni paradossali ma vissute oramai come consuetudini e che fanno parte della nostra quotidianità. Dall’incontro con una moltitudine di personaggi, peccatori di ogni genere appartenenti al mondo della politica, dello sport, dello spettacolo ne viene fuori un frizzante affresco della bolgia in cui viviamo.

Corrado Castiglione e Sergio Russo, con “Oliver ed altri migranti” – goWare editore – autori napoletani. Castiglione vive e lavora a Napoli come vicecapo cronista de Il Mattino; Russo vive a Vigevano (in provincia di Pavia) trattano, nel loro romanzo, tra l’altro, della fuga dei cervelli dal Sud nell’era della globalizzazione, il rapporto padri-figli e il ritorno ai sapori e agli odori delle proprie terre.

Monica Serra, con “Il Duca di ferro”, Astro edizioni. Serra vive a Formello in provincia di Roma, ama definirsi “narratrice di mondi” e scrive di draghi e magie, di mondi che appartengono ad altre dimensioni. Il Duca di Ferro è un fantasy – uno steampunk, ci tiene a precisare – che, nella sua doppia versione italiano-inglese, offre diversi spunti di riflessione: la solitudine del “diverso”; il progresso e la responsabilità morale dello scienziato; il tema del doppio, l’animo umano tra vizi e virtù, il bene e male; l’amore romantico con le sue affinità elettive.

Vincenzo Imperatore, “Io so e ho le prove”, Chiarelettere editore. E’ un ex manager bancario che dopo venti anni di attività in una delle banche più importanti d’Italia decide di raccontare le irregolarità praticate dagli istituti di credito italiani a danno dei correntisti. “Io so e ho le prove” è il libro con cui svela le strategie e le tecniche attuate dalle banche per vendere prodotti finanziari, polizze assicurative, diamanti e realizzare tutte quelle operazioni che finiscono per determinare costi eccessivi sui conti correnti dei cittadini, l’aumento delle commissioni, i ricatti psicologici verso i clienti a fronte delle loro richieste di rientro, l’anatocismo, l’usura. Il libro è la testimonianza di un manager pentito, un atto di denuncia e un’utile guida per tutti i cittadini.

Stefania Serio, è l’autrice di “Dio fa’ che dorma”, CSA Editrice. Il racconto si incentra sul rapporto genitori-figli. I genitori talvolta dimenticano che sono stati loro stessi figli. Così percorrere la strada del ricordo e del racconto può essere utile per incominciare ad appianare qualche divergenza, ad unire i fili di due generazioni diverse ed apparentemente distanti. Non esistono “ricette magiche’, ma forse provare a spiegare il passato di chi era giovanissima agli inizi degli anni ottanta, ed ora viene accusata di essere ‘paranoica’ e soffocante, può essere il modo giusto di spiegare chi è una madre.

Giuseppe Sorrentino, partecipa al Premio con “Parresia”, Montedit. Scrive racconti, libri di poesia e romanzi e partecipa al Concorso con una raccolta di cinque racconti brevi. Il tema di tutte le storie narrate è il rischio cui si va incontro nel parlare senza inganni, nel dire la verità sia nella vita pubblica che in quella privata. Parresia è parola del greco antico che significa parlare senza omettere nulla, dire la verità. L’uomo è visto nella sua ricerca a volte affannosa della verità, o almeno della “sua” verità, quella che può rendergli più lieve la vita, o quanto meno giustificarne l’essenza, anche a costo di una profonda sofferenza. Il titolo del libro è anche il titolo del primo racconto incentrato su una storia d’amore che finisce senza ricorrere ad inutili inganni.

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