Primarie Pd, l’elenco completo dei seggi a Napoli

Si vota domenica dalle 8 alle 20. 139 i seggi a Napoli e provincia. La consultazione è aperta a tutti. Con l’incubo del flop votanti, a Napoli si punta ad almeno 70mila elettori. De Luca sta con Renzi ma lo invita a cambiare qualcosa nel programma. Bassolino definisce queste primarie “scontate”

Napoli, 28 aprile – Si avvicinano le primarie del Partito Democratico: domenica 30 aprile iscritti e non (non è necessario essere iscritti per esprimere il voto) avranno la possibilità di scegliere il segretario nazionale del partito. Sono considerati elettori tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto 16 anni e gli stranieri residenti in Italia, appartenenti alla Ue o in possesso di permesso di soggiorno. I seggi saranno aperti in tutta Italia dalle 8 alle 20. Per votare è necessario il documento di identità e la tessera elettorale. Ai non iscritti è richiesto un contributo di almeno 2 euro. Tre i candidati: l’ex premier ed ex segretario Matteo Renzi, il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

A Napoli e provincia saranno 139 i seggi, tra cui diversi gazebo. L’elenco completo dei seggi è consultabile sul sito del Partito Democratico di Napoli. I dem puntano ad almeno 70mila elettorali (139mila le schede stampate, ndr), anche se il rischio flop sarebbe alto. Stessa cosa a livello nazionale, con Renzi che sarebbe abbastanza preoccupato e si è affrettato a dire: “L’affluenza è una grande incognita, siamo gli unici a farle e tutto ciò che ha davanti un milione va bene”. Ma per il ministro Orlando meno di 2 milioni di votanti sarebbero una sconfitta. “Sotto quella soglia – ha detto Orlando – penso si dovrà riflettere sulel difficoltà anche organizzative. Se si fosse molto sotto quella soglia penso che ci sarebbero elementi di preoccupazione in vista dei prossimi appuntamenti”.

Il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, fa il tifo per Renzi anche se ha fatto sapere di non condividerne totalmente il programma. “Voterò per Renzi ma non è una novità. Mi aspetto, però, che dopo queste primarie cambi qualcosa nel programma”, ha detto qualche giorno fa De Luca (vai all’articolo).

Duro il giudizio di Antonio Bassolino su queste primarie, definite dall’ex sindaco di Napoli ed ex governatore della Campania, semplicemente “scontate”. “Quasi 5 mesi per un congresso inutile e per primarie scontate, senza una seria riflessione sui problemi veri dell’Italia e del Pd”, ha scritto Bassolino in un post. “Tutti e due gli appuntamenti avrebbero avuto senso in una fase successiva – ha aggiunto –. Questo periodo poteva e doveva essere invece utilizzato meglio, per il bene in primo luogo del paese ed anche del Pd”.

L’idea di Bassolino è che si dovevano utilizzare questi mesi “per una doverosa e schietta discussione sulla doppia sconfitta alle comunali e al referendum costituzionale dell’anno scorso” ma anche per “un sostegno pieno all’esecutivo Gentiloni, puntando senza incertezze e tentennamenti sul termine naturale della legislatura e spingendo il governo ad affrontare hic et nunc i nodi più delicati senza rinviarli a dopo elezioni magari anticipate”. Ed ancora per un “forte e prioritario impegno a varare una legge elettorale per cercare di evitare l’ingovernabilità del paese: altrimenti, che il segretario del Pd sia anche il candidato premier è un’assoluta astrattezza e illusione”.

“Prima di tutto viene sempre il Paese, il cui futuro politico e sociale si prospetta in modo preoccupante e soltanto dopo vengono i pur legittimi interessi di partito e di equilibri interni. Anche dal punto di vista elettorale, infine – ha concluso Bassolino – una grande forza raccoglie molti consensi proprio nella misura in cui è ed appare al servizio dell’interesse generale”.

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