Legittima difesa, de Magistris: “La questione va disciplinata bene. È un tema molto delicato”

Il sindaco di Napoli spiega che sulla legittima difesa “ogni caso va valutato concretamente”

Napoli, 5 maggio – Il tema della legittima difesa deve essere trattato “senza essere troppo condizionati dalle contingenze del momento, perché è un tema molto delicato”. Lo afferma il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, all’indomani dell’approvazione della nuova legge sulla legittima difesa da parte della Camera dei Deputati. Il testo è passato con i voti del Partito Democratico, di Alternativa Popolare e dei centristi. Seppure con motivazioni diverse, hanno votato “no” M5s, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Sinistra Italia e Mdp. 11 gli astenuti (Centro Democratico e Psi). Ora il testo sarà discusso al Senato, dove probabilmente le modifiche saranno sostanziali, visto che il provvedimento è molto criticato anche all’interno della maggioranza in Parlamento. Cosa prevede la legge approvata dalla Camera? Viene specificato che si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Viene introdotto il turbamento psicologico, che esclude la colpa per chi spara all’aggressore in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale. E, infine, una volta accertata la non punibilità di una persona per legittima difesa, lo Stato si farà carico delle spese legali.

Il primo cittadino partenopeo sul tema ha un atteggiamento molto pragmatico. Per de Magistris la vicenda della legittima difesa “va disciplinata bene perché ci sono casi in cui la persona che utilizza un’arma da fuoco deve essere adeguatamente tutelata quando è sottoposta a pressante e concreta minaccia, come accade purtroppo tante volte”.

“Cerchiamo sempre di ricordare –  spiega de Magistris – che compete allo Stato prevenire i reati e non possiamo affidare gesta eroiche e di difesa del quieto vivere civile a ogni cittadino. Ogni caso, quindi, va valutato concretamente”. “La cornice giuridica – prosegue – deve essere perfezionata e migliorata, ma attenzione anche a come vengono descritte e raccontate queste vicende – avverte – perché non è uno stimolo ad armarsi, è semplicemente tutelare le vittime che certe volte si trovano in condizioni di non poter riuscire a tutelare se stessi o la propria famiglia se non utilizzano le armi”.

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