#VentiRighe – Questa vince, questa perde, sondaggi e realtà

Coccolati, vituperati, presi sul serio quando conviene, denigrati se l’indice della borsa consensi punta in basso, perfino sbeffeggiati se i fatti smentiscono i pronostici, corteggiati, chissà quanto indipendenti, strapagati, ma attendibili?

I sondaggisti sono una razza in via di espansione, proliferano incuranti della crisi, e di acrimoniose invettive dei delusi. E’ gente con tanto di laurea in statistica che ruba opinioni e dichiarazioni di voto a chi vota o ha già votato, per test campione in stile Cassandra. Oltre i padroni dell’andamento ufficioso del voto scandagliano la mente degli intervistati sullo scibile della politica e ne traggono conclusioni, non di rado azzardate.

Un esempio a tutti comprensibile è l’altalena a due sgabelli su cui dondolano i dem renziani e i pentastellati. Le oscillazioni nel listino degli adepti ai due schieramenti sono come il mal del mare in tempesta. Disorientano, esasperano la voglia di mettere i piedi a terra e chiedere, per ottenere, “ma qual è la verità?” Un giorno si e l’altro pure, i sondaggi raccontano che i 5 Stelle sono primo partito in Italia, o che a svettare è il Pd. La Demos, per il quotidiano la Repubblica, fissa al 28, 5 il tetto di gradimento degli italiani per i dem e il 27,5 per i 5Stelle. Pochi giorni fa le parti erano invertite. Una domanda è d’obbligo: chi garantisce e come che sia la verità? Chi assicura che le diverse sigle di settore non siano cinghie di trasmissione di questo o quel partito?

Osservate la sequenza periodica ta le due formazioni. “2017, maggio, Pd 28.5, 5Stelle 27.5; Marzo, Pd 27.2, 5Stelle 28.8; Febbraio Pd 29,5, 5Stelle 26,6; Dicembre 2016 Pd 30,2, 5Stelle 28.4; Giugno 2016, Pd 30.2, 5Stelle 32,3, eccetera. Cosa sposterebbe i consenti, se i due partiti sono in parità quanto a corruzione e vistosi nei maligni sulla pelle dei rispettivi inquisiti, su inefficienze e contiguità con il i piatti che scottano? Mistero.

Chiaro il flop dei sondaggisti sul tema fondamentale dei voti presunti, ricavati dalla bocca degli elettori. Negli anni sessanta molti timorati di dio, fedeli votanti della Dc e tanti altri che mettevano la croce sullo scudo crociato turandosi il naso, non rivelano di averlo fatto e  il sospetto che sia identica la ritrosia per chi vota i neofascisti, la Lega, per il “comico genovese”. Chi legge nella palla di cristallo azzarda lo strano sodalizio (ma poi è così strano?) destra-cinquestelle e chi ipotizza patti Pd-Forza Italia.

Maglia rosa del giro d’Italia dei leader politici è salda sulle spalle del tranquillizzante Gentiloni (49% di consensi). Poi Renzi (39) e Meloni a pari punti, e a seguire Salvini, Di Maio, Pisapia, Bersani, Berlusocni, il leader di Cinquestelle, Alfano, Speranza, D’Alema. Il disorientamento tocca il suo apice nell’arduo terreno delle alleanze, nessuna esclusa. Gli intervistati si pronunciano allegramente per accordi Pd-Forza Italia, M5Stelle-Lega Nord-Fratelli d’Italia, Pd 5Stelle, ma nessun sondaggista azzarda  pronostici su quale  toccherà al Paese nel post elezioni.

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