Regione Campania: 660 milioni di debiti fuori bilancio, il M5s lancia l’allarme

I consiglieri pentastellati parlano di “fabbrica dei debiti fuori bilancio” e chiedono una commissione d’inchiesta per analizzarne le cause e proporre interventi correttivi

Napoli, 16 maggio – “Abbiamo depositato una proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta sui debiti fuori bilancio, una commissione che avrà il compito di monitorare, analizzare le cause e proporre interventi correttivi per evitare che si possano originare sempre nuovi debiti fuori bilancio con costi lievitati a dismisura”. Lo ha affermato Gennaro Saiello, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e segretario della Commissione Bilancio. Saiello ha partecipato alla conferenza stampa sulla “Fabbrica dei debiti fuori bilancio” insieme alla capogruppo M5s Valeria Ciarambino e ai consiglieri Maria Muscarà e Michele Cammarano. “Parliamo di fabbrica dei debiti fuori bilancio – ha spiegato Saiello – perché in soli 2 anni ne abbiamo già pagati circa 660 milioni, accorpati in poche leggi da approvare in Consiglio regionale. Atti privi di trasparenza, di cui non conosciamo la genesi e su cui manca un effettivo controllo di legalità e un vero accertamento delle responsabilità”.

“Non è più possibile accettare questa prassi consolidata dove si butta tutto nel buco nero dei debiti fuori bilancio, tanto vanno pagati per forza – ha aggiunto il consigliere –. Chiediamo con urgenza che si ponga rimedio al mancato controllo di una Giunta regionale che va avanti in maniera ‘allegra’ e negligente, esponendosi a grossi rischi e gettando sulle spalle dei cittadini campani i debiti”. Sulla stessa linea la consigliera Muscarà. “La ‘casa di vetro’ sbandierata durante le elezioni regionali è sempre più opaca; in Commissione Trasparenza abbiamo ascoltato la denuncia gravissima del presidente dimissionario del Collegio dei revisori dei conti”. Si tratta di “un pesantissimo je accuse mosso dopo un anno e mezzo di lavoro da un organo che ha come compito ‘il controllo complessivo della finanza pubblica’, un organismo terzo nominato per sorteggio e fuori dall’influenza politica. Nei fatti – ha spiegato la Muscarà – è stato impossibilitato ad operare perché in una Regione che ha tra Giunta e Consiglio oltre 6mila dipendenti, non si sono trovate 4 persone competenti per supportare l’unico organismo esterno di controllo”.

“I risultati sono sotto gli occhi di tutti: in ogni assemblea consiliare cala il velo pietoso dell’oblio sui debiti fuori bilancio, una sorta di condono tombale dove si pagano arretrati, interessi e spese legali e si approvano senza esercitare neanche la possibilità dell’indagine”. “Nei mesi – ha concluso la Muscarà – abbiamo tentato di avere accesso ai capitoli di bilancio, ma finora nulla abbiamo potuto. A distanza di oltre un anno, diverse interrogazioni e un esposto alla Procura della Repubblica e all’Anac, la burocrazia regionale si è messa di traverso e sembra che ci dicano: il bilancio è cosa nostra”.

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