“Le nuove frontiere del contrasto alla corruzione” al Suor Orsola Benincasa

Forum di discussione con magistrati, giuristi, avvocati e giornalisti sul volume di Raffaele Cantone e Francesco Caringella “La corruzione spuzza”

A 25 anni dallo scandalo di Mani Pulite l’emergenza corruzione in Italia appare tutt’altro che debellata. E i recenti episodi di cronaca giudiziaria rendono ancor più interessante la presenza di tre alti magistrati al Forum organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Suor Orsola Benincasa su “Le nuove frontiere della corruzione”.

Lunedì 22 maggio alle 10.45 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa il via all’iniziativa organizzata nell’ambito del percorso accademico del Centro di Ricerca Res Incorrupta ed in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli. Dopo il saluto introduttivo del Rettore del Suor Orsola Lucio d’Alessandro e del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Armando Rossi, il dibattito partirà dai numerosi spunti di riflessione offerti dal volume “La corruzione spuzza” (Mondadori Editori) scritto dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone e dal presidente della quinta sezione del Consiglio di Stato Francesco Caringella.

Con gli autori prenderanno parte alla discussione, coordinata da Aldo Sandulli, preside della Facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola, Domenico Carcano, presidente della VI sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, Marco d’Alberti, professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Marco Demarco, direttore della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa” e Isaia Sales, docente di Storia delle mafie e segretario scientifico del Centro di Ricerca Res Incorrupta dell’Università Suor Orsola Benincasa.

Punto di partenza della riflessione sarà l’analisi che il libro di Cantone e Caringella fa della corruzione del Terzo millennio che, come mostrano le inchieste su Mafia Capitale e sul Mose, è diversa dal passato, “in quanto si è eretta a sistema pervasivo, tentacolare, spietato; non più solo passaggi di denaro, ma giri vorticosi e smaterializzati di favori, piaceri, collusioni; non più il classico accordo privato fra corruttore e corrotto, ma la creazione di un’organizzazione criminale attraverso cui politici, burocrati, imprenditori e mafiosi perseguono gli stessi obiettivi”.

Il libro dimostra come la corruzione, grande o minuta che sia, entri ogni giorno nelle case dei cittadini e li renda più poveri perché “i soldi intascati dai corrotti significano opere pubbliche interminabili, edifici che crollano alla minima scossa di terremoto, malasanità, istruzione al collasso, cervelli in fuga, giustizia drogata, mancanza di investimenti stranieri, ambiente violentato, politica inquinata”.

Lascia un commento