Monte di Pietà, de Magistris scrive a Franceschini: “La nostra comunità lo considera un bene comune”

Il sindaco di Napoli ha chiesto al ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, di intervenire sulla vicenda del Monte di Pietà, che è stato messo in vendita da Intesa San Paolo. Il sindaco ne chiede l’acquisizione al patrimonio comune comune

Napoli, 24 maggio – Il Monte di Pietà, primo sportello antiusura della città di Napoli, fondato nel 1539 per volontà di re Carlo V, rischia di finire ai privati e potrebbe ben presto diventare una struttura ricettiva. Lo storico complesso situato nel decumano inferiore, a via San Biagio dei Librai, è di proprietà di Intesa San Paolo che lo ha messo  messo in vendita. Il Comune di Napoli ne chiede l’acquisizione così da preservarne la fruizione pubblica. A tale scopo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha inviato una lettera al ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.

“La Città di Napoli – scrive de Magistris nella lettera – possiede una vasta ricchezza culturale, ambientale, artistica e storica, apprezzata ed ammirata in tutto il Mondo, riconosciuta dall’Unesco, Patrimonio dell’Umanità. L’elemento caratterizzante di tale prestigioso riconoscimento (che concerne il suo centro storico) è stato il suo capitale umano. Esso, straordinariamente unico, agisce fortemente con le chiese, i monumenti, i palazzi, tanto da generare linguaggi, narrazioni, leggende che si tramandano fin dall’antichità”.

“Un esempio concreto – prosegue il sindaco – è costituito dal Monte di Pietà, sito in Via S. Biagio dei Librai, che connota ed identifica il luogo dove sorge: Spaccanapoli, cuore pulsante della Città. Il ‘Monte’ (costruito nel 1539, dal Vicereame spagnolo con scopi di contrasto all’usura) è, da sempre, considerato e percepito come un bene comune, a fruizione pubblica. Passato nella proprietà del Banco di Napoli, attualmente è nella disponibilità della Società partecipata di Intesa San Paolo, Group Services. Secondo notizie di stampa, il ‘Monte’, purtroppo, sarebbe stato messo in vendita prevedendone una destinazione di struttura ricettiva”.

Il sindaco informa il ministro di aver “scritto una lettera ai vertici di Intesa San Paolo, esprimendo il mio forte rammarico e chiedendo l’istituzione di un ‘tavolo‘ nel quale poter manifestare le considerazioni e le richieste avanzate a nome della Città di Napoli”. La nota si chiude con la richiesta “affinché si possa impedire che la scelta operata dai vertici di Intesa San Paolo possa determinare la sottrazione alla Città del Monte di Pietà, che la nostra comunità considera, da sempre, prezioso e significativo bene comune”.

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