Parte da Napoli la prima scuola nazionale sui sensori chimici

Obiettivo, definire un programma di tecniche innovative nello sviluppo ed applicazione dei sensori e biosensori

Dal 24 al 26 maggio, presso il Dipartimento di Scienze Chimiche, Complesso Universitario Monte S. Angelo, Aula Lauree – Centri Comuni Scienze, prende il via la Prima Scuola Nazionale sui Sensori Chimici. La Scuola, promossa e organizzata dal Gruppo Interdivisionale Sensori della Società Chimica Italiana, con il contributo del Dipartimento di Scienze Chimiche, dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base federiciana, è rivolta a dottorandi, borsisti, assegnisti e giovani ricercatori appartenenti a Università, enti di ricerca pubblici e laboratori privati italiani.

La Scuola si propone di presentare un programma di tecniche innovative nello sviluppo ed applicazione dei sensori e biosensori, offrendo ai partecipanti gli strumenti necessari per la comprensione delle principali innovazioni metodologiche e per l’impiego delle più recenti tecniche strumentali. La richiesta sempre più crescente di analisi molto accurate, sensibili, veloci e da eseguire in tempo reale, ha messo in evidenza il bisogno di nuove strategie e metodi di misura, stimolando di conseguenza lo sviluppo di sensori chimici e biosensori. Si tratta di dispositivi di elevata sensibilità, alta selettività, bassi costi, che offrono la possibilità di essere rigenerati e che hanno molteplici potenzialità di applicazione. La loro applicazione e l’alto contenuto tecnologico contribuiscono fortemente a migliorare la qualità della vita della popolazione.

Un sensore chimico infatti è un dispositivo analitico capace di rilevare, in maniera sensibile ed affidabile, la presenza di un determinato composto chimico (substrato o analita) in un certo ambiente. Numerosi i casi di sensori e biosensori utilizzati in campo medico, ambientale, agroalimentare, farmaceutico, e più recentemente, come elementi essenziali per la rilevazione di gas tossici e di materiali esplosivi. Un altro esempio di biosensore di uso comune è quello utilizzato per la determinazione del glucosio nel sangue, un’analisi di elevata importanza per la diagnosi e la terapia del diabete.

La Scuola prevede tre differenti sessioni, ciascuna dedicata agli elementi che costituiscono un sensore: Materiali, Trasduttori, Elementi di riconoscimento, ed è prevista la partecipazione di due docenti stranieri e sei italiani.

L’organizzazione della Scuola è affidata ad Angela Lombardi, Flavia Nastri, Marco Chino (Università di Napoli “Federico II”), Luigi Falciola (Università degli Studi di Milano), Ornella Maglio (CNR – IBB – Napoli). Il Comitato Scientifico è composto da Giovanna Marrazza (Università di Firenze), Angela Lombardi (Università di Napoli “Federico II”), Dario Compagnone (Università degli Studi di Teramo), Antonella Curulli (CNR- ISMN), Luigi Falciola (Università degli Studi di Milano), Aldo Laganà (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”), Cosimino Malitesta (Università del Salento).

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