Stazione Tav di Afragola, De Luca risponde a de Magistris: “Non serve a Napoli città”.

E sul pericolo di infiltrazioni della camorra, il governatore della Campania afferma: “Sono per non sottovalutare ma anche contrario a ingigantire i problemi o proporre collegamenti che non sono ancora provati”

Napoli, 7 giugno – “La stazione Tav di Afragola non serve a Napoli città, è evidente. La stazione è stata progettata per avere collegamenti diretti per i treni che vanno verso Reggio Calabria, verso Sud e saltano il nodo di Napoli”. Lo ha affermato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in merito alle polemiche di queste ore sull’utilità della stazione Tav di Afragola (vai all’articolo).

“Ho forti perplessità rispetto a questa inaugurazione in pompa magna. Per ora è un grave danno per Napoli, perché avremo una compressione di tutti i treni ad Alta Velocità nella tratta Roma-Reggio Calabria”, aveva detto ieri de Magistris ai microfoni del quotidiano La Repubblica. “Tantissimi napoletani che si recano in Sicilia o in Calabria non potranno partire da Napoli, ma dovranno andare a Salerno o ad Afragola. Manca il collegamento con la Metrocampania, di competenza della Regione, per collegare Napoli e Afragola. Oggi è una cattedrale nel deserto. Napoli è la capitale del Mezzogiorno, è qui che si deve trovare l’Alta Velocità per raggiungere il resto del Paese”, aveva aggiunto de Magistris.

Quello che dice De Luca è vero. La stazione non è stata costruita per chi abita a Napoli città, ma per l’hinterland partenopeo (oltre ad Afragola i paesi di Acerra, Caivano, Cardito, Casalnuovo, Casoria, ecc.) e in parte per servire i viaggiatori provenienti da alcuni paesi della provincia di Caserta (Orta di Atella e paesi limitrofi, più in generale la zona dell’Aversano). Ha ragione però anche de Magistris, che contesta la mancanza di una rete di trasporto regionale che permetta di raggiungere agevolmente la nuova stazione. Quello che viene contestato da più parti non è tanto l’utilità dell’opera, né i 70 milioni spesi per realizzarla, costi in linea con con quelli di altre stazioni italiane ad Alta Velocità, come la Mediopadana di Reggio Emilia. Si contesta il fatto che attualmente la stazione Tav di Afragola sia una cattedrale nel deserto, sperduta tra campi coltivati ed erbacce. La Circumvesuviana o la metro linea 10 (al momento solo un’idea lanciata dal Comitato Linea 10, ndr), se arriveranno, lo faranno solo nel 2022, ed è una previsione ottimistica. Da qui al 2022 c’è il serio rischio che la stazione venga scelta da ben pochi viaggiatori.

Altro problema è il rischio di infiltrazioni dei clan della zona sugli affari legati alle opere attorno alla Tav e alla variante urbanistica. Su questa eventualità, De Luca ha detto: “Io sono per non sottovalutare, ma anche contrario a ingigantire i problemi o proporre collegamenti che non sono ancora provati. Parliamo di un’opera che non è stata realizzata a Stoccolma. Viviamo in territori difficili, ma non è un destino quello di dover subire per forza la presenza, la violenza della criminalità organizzata. Questo dipende da noi, il presidente del Consiglio ha confermato un impegno straordinario del Governo sul problema della sicurezza e noi seguiremo con grandissima attenzione le opere che si dovranno fare, pubbliche e private per riqualificare l’area. Io credo che possiamo avere fiducia”.

Sulle contestazioni di ieri dei centri sociali alla stazione Centrale di Napoli, De Luca ha aggiunto: “Ho visto che c’è stato qualche problema alla stazione di Napoli quando è arrivato Gentiloni, un po’ di parapiglia. Ma ormai queste cose fanno parte del folclore a Napoli, abbiamo alcune decine di soggetti un po’ esagitati che hanno bisogno di girare per le piazze per fare un po’ di ammuina, credo che siano diventate cose patetiche e francamente un po’ noiose”.

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