#VentiRighe – Pd-M5s, c’eravamo tanto amati

Sembrava che il largo abbraccio interpartitico Pd, 5Stelle, Forza Italia, dovesse inaugurare un’inedita collaborazione per tentare di svolgere l’intricata matassa di ipotesi che hanno visto fallire Mattarellum e varianti per veti incrociati

Alla prova del nove del voto sugli emendamenti, i nodi di interessi innominabili sono venuti al pettine con le bordate dei franchi tiratori. Chi si dà da fare per sabotare l’intesa è materia dell’aspra contesa Pd-M5Stelle. I due big del partitismo italico duellano per addebitare l’un l’altro l’identikit degli anonimi guastatori.

E’ probabile che militino in entrambi gli schieramenti, che siano i deputati con la fobia del voto, nel timore di non essere rieletti. Ma è caos anche altrimenti. La base dei pentastellati contesta il capitolo del voto disgiunto, sostenuta da elementi di spicco quali sono Fico e la Tavrena, Grillo svicola promuovendo un referendum della base. Nel pd multi correnti non è gratuita l’idea che qualcuno dell’opposizione interna profitti della circostanza per mettere il bastone tra le ruote della maggioranza. Nessuno ha l’ardire di proporre l’abolizione del voto segreto e lo spettacolo del Parlamento continua a mostrare il peggio dei politici italiani.

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