#VentiRighe – Italiani al voto, tra gli scivoloni politici dei big di partito

Sono nove milioni gli italiani che in questa domenica torrida di giugno esplicitano l’umore politico con la difficoltà di scelta di questo o quel partito che propone il caos agitato della politica agli albori del terzo millennio

L’analisi super partes dell’evento, che coinvolge anche due capoluoghi di regione quali sono Genova e Palermo, dovrebbe ragionevolmente favorire le due estremità dello schieramento di forze in campo. Ovvero la sinistra a sinistra del Pd e la destra alla destra della Meloni. Non andrà così e il bottino sarà spartito soprattutto da Pd e 5Stelle. Solo che per le truppe del comico genovese il cielo non è “sempre più blu”, anzi di rannuvola per le beghe romane della Raggi e le recenti disavventure dell’Appendino, la sindaca di Torino sotto severa osservazione per le responsabilità istituzionali dei millecinquecento feriti.

Il pool di consulenti che hanno affiancato la sindaca di Torino è in crisi e le dice addio, l’assessora all’ambiente, dopo il disastro di piazza San Carlo è destituita dall’incarico. Il disagio pentastellato non finisce qui. Il guru junior Casaleggio ha tutt’altro che convinto i giovani industriali, la base del movimento ha praticamente “sfiduciato” Di Maio e lo ha costretto ha sputtanarsi con la marcia indietro tutta rispetto all’accordo quadripartito per l’approvazione della legge elettorale, le previsioni di voto non arridono ai cinquestelle e le politiche, sembrano slittare al 2018, in antitesi alla tendenza del comico genovese di andare presto alle urne.

In casa Pd acque agitate. Renzi flirta con Pisapia ma non sfonda e l’ex sindaco di Milano lo sfida alla roulette delle primarie. Il mito del quaranta per  cento di consensi appare ai più un’utopia renzista e si evidenziano crepe nel sodalizio che ha dato vita agli ultimi governi di centrosinistra, specialmente con l’insofferenza di Alfano per un’ipotesi di legge elettorale con lo sbarramento al cinque per cento. Di qui la voce non richiesta di Napolitano che “suggerisce” di completare la legislatura in corso?

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