Comunali 2017, Ciarambino (M5s): “Flop? No, ora comincia il bello”

Il Movimento 5 Stelle non va al ballottaggio in nessun Comune della provincia di Napoli. Nonostante questo, la Capogruppo regionale pentastellata, Valeria Ciarambino, non ne fa un dramma e giudica positivo l’essere riusciti a fare eleggere nuovi consiglieri comunali

Napoli, 13 giugno – Il Movimento 5 Stelle non va al ballottaggio in nessun Comune della provincia di Napoli. Nonostante i sondaggi vedano i pentastellati come prima forza politica del Paese, questi nelle amministrative continuano a non brillare, alle prese con problemi di selezione della classe dirigente. In più, a questa tornata elettorale sembrano aver pesato una gestione poco brillante del Comune di Roma e i tanti dissidi interni a Genova e Palermo. Gli avversari politici non hanno fatto mancare le critiche ai penstatellati. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha affermato che i Cinque Stelle “hanno fortemente smarrito il rapporto con il territorio” e “quando hanno governato non hanno convinto” (vai all’articolo). Una lettura completamente diversa, in linea con il pensiero di Beppe Grillo di “una crescita lenta, ma costante”, dà di queste amministrative la Capogruppo regionale pentastellata, Valeria Ciarambino. “Credo che elezioni amministrative non possano essere paragonate alle regionali o alle Politiche dove si gioca ad armi impari. Il M5s – ha spiegato Ciarambino al Corriere del Mezzogiorno si è presentato, per coerenza e credibilità, da solo. Ha scelto candidare gli attivisti sui territori, che però sono outsider, giovani che si sono confrontati con vecchie volpi della politica che da decenni si candidano nelle istituzioni. Chiaro, comunque, che le persone ci hanno voluto all’opposizione in Comuni dove ci siamo presentati anche la prima volta”.

Insomma, per la Ciarambino è importante essere nei Comuni. È importante l’essere riusciti a fare eleggere nuovi consiglieri comunali. “Ora comincia il bello”, ha detto la Capogruppo M5s, “perché la prossima volta potranno valutare il nostro operato. Come è accaduto a Roma o a Torino, dove abbiamo vinto le elezioni amministrative con candidati sindaco che erano già stati consiglieri e avevano fatto opposizione nella tornata precedente. Hanno lavorato, poi sono stati eletti alla guida delle due città. E così sarà anche da noi: ora siamo entrati nei Consigli comunali, poi ci faremo conoscere. In Regione, con me, è accaduto lo stesso: ero un illustra sconosciuta che sfidava non solo il presidente uscente, ma anche De Luca. Ora però la gente ci sta conoscendo”.

“Abbiamo sfidato – ha proseguito – chi correva con dieci liste ed in Comuni con poche migliaia di abitanti che contavano però 300-350 candidati, e dove quindi contava molto la conoscenza personale”. Non sono mancati, tiene a sottolineare Ciarambino, casi di violazione gravi delle regole. La Capogruppo cita Sant’Antimo, “dove – ha detto – sono state trovate 321 schede elettorali a casa personaggi che tentavano manipolare l’elezione in cambio di 30-50 euro a voto. Come penso ad Acerra, dove il 70 per cento dei presidenti di seggio ha rinunciato a poche ore dal voto ed è stato rimpiazzato”,

Non manca una critica pungente al sindaco de Magistris, che come già detto, non ha avuto parole tenere nei confronti dei Cinque Stelle. “Certe cose, dette da de Magistris, che sta pagando i buchi del bilancio svendendo il patrimoni o immobiliare e che ha portato al disastro l’Anm, sono una barzelletta. Gli consiglio di dedicarsi ai problemi di una città che sta portando allo sfascio”.

Il Pd ha analizzato nelle scorse ore i risultati di questa tornata elettorale. Trionfalistici i toni del segretario regionale del Pd Campania, Assunta Tartaglione, che ha parlato di un Pd “forza di governo anche a livello locale”, che ha dimostrato “un forte radicamento sul territorio”. Per la Tartaglione è “stato bocciato chi prova quotidianamente a scassare, chi vive di annunci e di demagogia, chi specula sulla rabbia e sulle difficoltà della gente. Vengono invece premiate la serietà e la concretezza di chi fa politica per risolvere i problemi, di chi lavora per la comunità senza cercare alibi”. Per quanto riguarda il M5s, Tartaglione ne parla come di una forza “incapace e inconsistente”.

Ma anche il Pd sembra avere i suoi problemi. Uno di questi, racconta il quotidiano Il Mattino, sarebbe rappresentato da Vincenzo De Luca, che se da un lato contribuisce al risultato bulgaro di Cuomo e Figliola, rispettivamente a Portici e Pozzuoli, dall’altro costringe il Pd al ballottaggio a Torre Annunziata. Nel Comune vesuviano, il dem Enzo Ascione (sostenuto da Casillo e Tartaglione) dovrà sfidare al ballottaggio Ciro Alfieri, appoggiato da uno schieramento trasversale, che vede in campo Forza Italia e liste che sarebbero riconducibili a uomini vicini a De Luca.

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