#VentiRighe – Il Papa incontra i sindacati: “Fate lavorare i giovani, non gli anziani”

Esagera Bergoglio? Eccede in postcomunismo se compensa con il suo immenso ascendente il nulla della sinistra che fu?

Il Papa incontra i sindacati. “Fate lavorare i giovani, non gli anziani” ammonisce Francesco (ma forse senza fare i conti con il bilancio dell’INPS e il rischio di non poter più corrispondere la pensione a chi ne ha diritto). Poi, santa cosa, imputa ai sindacati, nella circostanza della Cisl, di somigliare sempre più ai partiti. Tema: le diseguaglianze sociali. Francesco ha definito inaccettabile il rapporto tra pensioni d’oro e chi non arriva alla fine del mese. Un nuovo patto sociale per il lavoro, auspica Francesco: meno ore di lavoro per chi è vicino al pensionamento per far posto ai giovani. E le donne?  Da combattere la discriminazione che subiscono, soggetto sociale di serie B, sfruttate. Poi l’invito a lottare per chi perde il lavoro, gli immigrati, i poveri e dito puntato contro la corruzione. E ancora, riflessioni sull’ingiustizia di bambini costretti a lavorare, che non possono andare a scuola, ma anche sullo scompenso di genitori che per il troppo tempo occupato dal lavoro non ne dedicano abbastanza ai figli.

L’impegno “politico” di Bergoglio deve fare i conti con il “sistema” clero, affetto da patologie secolari che lo inquinano e assemblano i poteri forti della Chiesa, antagonisti della rivoluzione di Francesco. L’ultima grana che deve affrontare è il fermo di un monsignore, segretario di un importante cardinale, accusato di festini gay e droga nel palazzo del Sant’Uffizio. I timori per la sua vita di restauratore della legalità interna sono supposizioni non sense, o ha fondamento l’accenno sconcertante del Papa al tempo breve concesso al suo apostolato?

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