Incendi sul Vesuvio, necessario verificare il rischio frane. De Luca: “Faremo sopralluoghi”

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha convocato una riunione per la verifica del rischio frane. Intanto, tengono banco le discussioni su chi ci sia dietro i roghi

Napoli, 15 luglio – Sul Vesuvio, per colpa degli incendi, sono spariti in questi giorni oltre 100 ettari di terreno. Tanto che, alla luce di quanto è successo e sta succedendo, è diventato necessario verificare la tenuta delle colline dal punto di vista di smottamenti o frane. A tale scopo, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha convocato una riunione per la verifica di tali rischi. La riunione, ha spiegato, “si svolgerà in settimana”. A parteciparvi ci sarà, tra gli altri, il direttore generale dei lavori pubblici che dirige i Geni civili territorialmente divisi per provincia.

“Valuteremo la possibilità, da subito e comunque non appena sarà possibile, di effettuare sopralluoghi sui luoghi degli incendi, inviando i funzionari dei geni civili addetti alle valutazioni dei possibili rischi di smottamenti o frane”, ha detto De Luca. “I nostri funzionari – ha aggiunto – potranno valutare se esistono innanzitutto situazioni di rischio a ridosso di centri abitati e di strade, in modo da intervenire anche in somma urgenza al fine di contenere il pericolo per la pubblica incolumità”.

Nel frattempo tengono banco le discussioni sull’esistenza o meno di una regia unica dietro i roghi. De Luca, l’altro ieri, a margine dell’inaugurazione del Giffoni multimedia valley, aveva parlato di “bande organizzate di delinquenti che per ragioni economiche o speculative incendiano pezzi del nostro territorio”. “La soluzione – aveva aggiunto – è individuarle, metterle in galera e buttare la chiave”. Il movente? Per De Luca “ci sono interessi economici, il bisogno di garantirsi successivamente il lavoro anche da parte di fasce di precariato. O c’è chi, come nell’area del parco del Vesuvio, mette in campo operazioni di resistenza e sabotaggio”.

Per lo scrittore Roberto Saviano, invece, dietro i roghi c’è la camorra. “Ciò che brucia diventa discarica abusiva e le discariche sono gestite dalle organizzazioni criminali”, spiegò qualche giorno fa Saviano in un video pubblicato su Facebook. “Altrove – aggiunse – si appicca il fuoco anche per un altro motivo: i terreni che potrebbero essere destinati a edilizia, se arsi, restano bloccati per 15 anni. Ed ecco l’ennesimo ricatto: o paghi le organizzazioni criminali per le aree edificabili oppure arrivano le fiamme a bloccare le concessioni edilizie”.

Per gli incendi sul Vesuvio indagano le procure di Napoli (per i roghi ad Ercolano), Torre Annunziata (per i roghi nell’area di Torre del Greco) e Nola (per le fiamme ad Ottaviano). Gli indagati (al momento si procede contro ignoti), rischiano fino a 15 anni di carcere e il pagamento dei danni. L’ipotesi di reato è quella di devastazione ambientale aggravata. Sui luoghi degli incendi sono stati ritrovati diversi inneschi. Le ipotesi sui moventi vanno dalle discariche abusive al business dell’abusivismo edilizio.

FOTO: tratta da corriere.it

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